domenica 7 marzo 2021

Verificata sperimentalmente la Radiazione di Hawking! Il Paradosso dell'Informazione può trovare soluzione? Una occasione per le Discipline STOQ!

(Bozza per Discussione in Bioacademyonline)

Con un articolo apparso in data 4/Marzo/2021 su Wired.it (vedasi al link  https://www.wired.it/scienza/spazio/2021/03/03/buchi-neri-radiazione-hawking/ ) si è avuta notizia che:

  1. si è riusciti a realizzare un micro-buco-nero;
  2. è stata data prova sperimentale dell'esistenza della Radiazione di Hawking;
  3. è stato verificato che tale radiazione è spontanea e stazionaria.

In pratica sembra sia stata data evidenza sperimentale a previsioni del grande scienziato inglese Stephen William Hawking scomparso da qualche anno.

Aldilà dei particolari pur interessanti dell'esperimento (per es.: il micro-buco-nero oggetto di studio è stato "costruito" partendo da 8 mila atomi di rubidio; sottoposto a temperature molto vicine allo zero assoluto; tenuto in posizione da un raggio laser; etc.), con una simile evidenza sperimentale (se di evidenza si tratta!) sembra ripresentarsi ancor più forte il Paradosso dell'Informazione, sino a poter divenire negazione di quello che sembrava poter emergere finora come Principio di Conservazione dell'Informazione.  Poiché si ritiene che la perdita assoluta di informazioni non sia consentita dalla fisica quantistica, si riapre, quindi, un aspetto molto controverso, anche perché ci si interroga se veramente si viola la dottrina comunemente accettata secondo la quale l'informazione totale riguardo a un sistema fisico in un punto temporale determinerebbe il suo stato (quantico?!?!) in ogni altro tempo. Si aprono quindi molti interrogativi, forsanche preesistenti e non del tutto "sistemati" sinora, oltre a questo appena accennato. Presumibilmente l’Informazione che soggiace al principio di Conservazione, non corrisponde esattamente all’ Informazione  comunemente intesa. Ciononostante, l’esercizio di un preliminare seppur approssimato approfondimento può risultare utile a fini più generali, innanzitutto nell’ottica di discipline STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), sempre attente ad ogni sviluppo e sottese da una tensione verso un “dialogo” con le Scienze tradizionali . Ci si chiede per esempio se, in presenza di Perdita di Informazione, a questo interrogativo sulla centralità di uno stato attuale determinante per quello futuro, si potrebbe rimediare con la prova o scoperta di un nuovo tipo di "cambiamento di stato": quantico o anche per es. da stato materiale a stato immateriale, in futuro o nel passato. Questo nuovo stato ancora "ignoto",  provocatoriamente, potrebbe essere in qualche modo essere messo in relazione con quello contemplato come "spirito" in Filosofia e Teologia. Ma sinora, ciò non sembra ancora essere possibile, né desiderabile, nelle Scienze Naturali. Eppure, vi sono esempi come il noto Prof. Frank J.Tipler della Tulane University  che – nonostante l’ostracismo di molti suoi colleghi scienziati - con i suoi diversi lavori, in particolare i due volumi editi da Mondadori “Fisica dell’Immortalità” prima e “Fisica del Cristianesimo”, poi, ha reclamato il diritto delle Scienze Fisiche e Matematiche alla ricerca teologica, che va oltre la Filosofia della Scienza e della stessa Teologia ed oltre anche quella Teoria del Punto Omega di cui aveva parlato, seppur in termini diversi, Teilhard de Chardin nella prima metà del '900. Analogamente, Michael Mireau (1972-2014), un sacerdote cattolico, studioso interdisciplinare di Scienza nelle sue relazioni con la Fede, in un saggio intitolato ”God the Creator: Developing a Trinitarian Understanding of Creation” richiama la coincidenza nelle Sacre Scritture dell’incipit "Bereshit..." (בראשית in ebraico = "In principio...") in Genesi 1:1 come in Giovanni 1:1 – a significare una continuità di senso e di azione divina creatrice percepita nell’ebraismo prima e nel cristianesimo dopo – per poi affrontare l’atto creatore come atto di Amore del Padre scambiato verso il Figlio e da questi ricambiato; atto creatore realizzato per mezzo dello Spirito che si esprime anche come “campo” in termini di legante trinitario, attraverso lo scambio d’Amore (quasi in funzione "bosonica" di forza unitiva!). A questo scopo l’indiretto riferimento al modus operandi di alcuni campi fisici (per es. elettrico, magnetico, gravitazionale, etc.), come in teoria dei campi, non visibili ma di fatto presenti e agenti in natura, appaiono di grande effetto esplicativo, oltre a costituire una apertura nel dialogo tra Scienza e Fede. Allo stesso modo, si potrebbe parlare per es. di energia di forma non ancora nota in cui si possa codificare informazione per battere le stesse strade di ricerca STOQ.

Il lungo dibattito (specie tra S. Hawking e J. Bekenstein, come pure altri, per es. L. Smolin ) sull'aumento di entropia di un buco nero quando inghiotte altra materia, e quindi sulla scomparsa dell'informazione associata a materia entrante in esso, aveva portato all'equazione:

dove S è l'entropia, c è la velocità della luce, k è la costante di Boltzmann, A è l'area dell'orizzonte degli eventi, ħ (h tagliato) è la costante di Planck ridotta (o costante di Dirac) e G è la costante gravitazionale.

Si riteneva in base a questa equazione che ad ogni aumento di entropia dovesse corrispondere un aumento di superficie del buco nero, per cui proprio la superficie poteva essere ritenuta la sede in cui l'informazione della materia entrante poteva essere "conservata" (in maniera diversa a seconda di ipotesi diversamente argomentate, in maniera ragionevolmente accettabile). Ciò sino al punto di giungere ad ipotizzare universi olografici prodotti da matrici bidimensionali (vedi ad esempio https://www.ted.com/talks/fabio_pacucci_hawking_s_black_hole_paradox_explained/transcript?language=it), ipotesi spiegata anche dall'Ing. Marco Miserocchi nel volume "Favola di un universo - Appunti di cosmologia moderna" pag.98-116 L'Universo Olografico - appunti destinati ai corsi divulgativi del Circolo Astrofili di Piacenza.

Come da teoria, i buchi neri evaporano per effetto della Radiazione di Hawking in un tempo sufficientemente lungo, e comunque più lungo di quello dell'età dell'universo - dice l'articolo citato - cosa che in se stessa richiederebbe qualche spiegazione in più, riallacciando quei legami esistenti tra cosmologia e buchi neri.

Per esempio  nella Teoria del Big Bang (inquadrabile come creatio ex nihilo)- evento che si ritiene abbia creato dal nulla: tempo, spazio e radiazione divenuta poi materia attraverso raffreddamento e nucleosintesi, si ipotizzano tre scenari diversi: un universo aperto, che si espande indefinitivamente; un universo chiuso e uno ciclico. Nell'universo aperto, che ad oggi sembra essere l'ipotesi più probabile (visto che la velocità di espansione va accelerando, come accertato in alcuni esperimenti con supernove assunte come "candele standard" che consentono misure di distanza), l'esito finale dovrebbe essere una immensa espansione e raffreddamento che portano alla cosiddetta "morte termica". Nelle ipotesi di universo chiuso e ciclico, invece, l'esito finale (o ricorrente ciclicamente) dovrebbe essere il Big Crunch, ossia materia che si aggrega e super-compatta sempre più, sotto gli effetti gravitazionali, sino a diventare uno o più buchi neri che danno luogo al Crunch finale.

Data la Teoria del Big Bang, che è dunque la più accreditata, che ha trovato diverse conferme (oltre che nella radiazione cosmica  di fondo a circa 3 °Kelvin, anche nell'espansione secondo la legge di Hubble, che si può osservare nel redshift delle galassie; come pure nell'abbondanza degli elementi leggeri e nelle misure dettagliate della stessa radiazione cosmica di fondo) ci si domanda:

  • se abbiamo veramente nozione dell'intero spaziotempo prodotto dal Big Bang (per es. se è limitato o illimitato; finito o infinito). Pur ignorando le moderne teorie sull'esistenza di "multiversi" (molteplici universi: vedasi Everett et alia) sappiamo che per effetto del valore finito della velocità della luce, e quindi del cono di luce in uno spaziotempo di Minkowski, possiamo non solo osservare, ma addirittura avere nozione, solo di una parte molto limitata dello spaziotempo esistente prodotto dal Big Bang. Particolarmente nel caso in cui il Big Bang non fosse originato in un "punto" (inteso proprio in senso geometrico) come d'altronde lo stesso Hawking pensava.  
  • cosa sia un tempo più lungo dell'età dell'universo. In un qualsiasi punto dello spazio-tempo un ipotetico osservatore che ne è parte (ossia interno all'universo, ammesso che ve ne possa essere uno esterno) può certo avere nozione dello spazio e del tempo trascorso dall'evento iniziale fino alla sua posizione spazio-temporale, ma può ragionevolmente ipotizzare un tempo e soprattutto un punto dello spazio  di fine del suo universo? Oppure le coordinate spaziotemporali di fine sono indeterminate ?(Come si presume da (Mt 25,13):“Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”).
  • lo spazio-tempo, ci dice la Relatività Generale, si incurva in funzione della quantità di materia presente localmente; ma, allora, anche più "complessivamente" (per diverse regioni galattiche insieme)! Una sorta di architettura generale dello spaziotempo può essere la stessa sia nel caso di un universo giovane nelle sue fasi iniziali ed intermedie, dove le ipotesi di omogeneità ed isotropia appaiono ragionevoli, sia in vecchiaia, in una fase prossima alla fine, quando l'incurvamento per effetto della concentrazione di materia in pochi buchi-neri, se non in un solo enorme buco nero, lo spaziotempo è praticamente chiuso su se stesso?
  • è corretto pensare ad un modello dove, mentre lo spaziotempo si dilata enormemente in modo accelerato, la materia localmente e autonomamente  si concentra e si ammassa sempre più in buchi neri che riescono a percepire reciprocamente i loro effetti gravitazionali?

In ogni caso è difficile dire se il "tempo ultimo" (per non chiamarlo "escatologico") si possa pensare come caratterizzato da uno spazio infinitamente espanso e grandissimo in dimensioni, con un solo buco nero o più buchi neri di materia collassata. Ma, il fatto che l'evaporazione per Radiazione di Hawking - ormai accertata - li farà "dissolvere" in ogni caso, in quanto buchi neri, rende univoco il loro destino finale in qualunque ipotesi lo si vada investigando o formulando.

L'ipotesi dell'Universo Olografico, invece,  sebbene attraente e "ragionevole", non sembra avere al momento altre conferme se non simulazioni di tipo matematico-modellistico (talvolta con modelli e assunzioni che sembrerebbero tutt'altro che verificati o come adatti sperimentalmente) e dovrebbero perciò essere suffragate da dati, evidenze e teorie sperimentate per divenire "teoria provata e consolidata". Quindi, quella superficie esterna bidimensionale dei buchi neri, ipotizzata come "archivio" dell'Informazione in virtù di un Principio di Conservazione, che sembra così svanire,  non resiste al tempo e svanisce anch'essa insieme ai buchi neri cui appartiene. Questo significherebbe anche che l'Informazione può esistere finché esiste un substrato materiale (collassato, compatto o meno) che ne permette la codificazione. Apparentemente, sembra così che con la scomparsa della materia collassata e supercompatta, per effetto Radiazione di Hawking dei  buchi neri, l'Informazione possa, di fatto, scomparire, ossia durare fin quando dura il buco nero.  Ma ciò, non rappresenterebbe, in un certo senso, il "Trionfo della Morte"? Non solo nel senso di "morte termica" (che per la Scienza è una delle possibili tragiche prospettive ultime del nostro universo), ma in senso ancor più assoluto. Ossia, un universo destinato a scomparire nel "nulla" insieme a tutto ciò che lo riguarda è tutt'altro che "l'essere che non può non essere" parmenideo, o se si vuole, tutt'altro da quella "divinità" spinoziana intrisa nel mondo, infine soggetta anch'essa a Cronos, visto che dà prova della sua mortalità.  

Questa domanda dai toni cupi dovrebbe essere oggetto solo di Filosofia e Teologia - che hanno sinora trovato spiegazioni o di tipo "dogmatico", o che trascendono la realtà fisica (eppure che talvolta rifiutano il panteismo), ma che in quanto tali non possono essere accettate  dalla "Scienza" e in particolare  non dalle Scienze Naturali?

Possiamo però essere certi che quell'immenso spazio privo di materia, ma probabilmente pieno di tenue radiazione termica, "vibrazione quasi ferma", ossia radiazione elettromagnetica a bassa intensità,  che pervade quell'immenso vuoto, non possa essere essa stessa divenuta nel frattempo la sede dell'informazione, l' "archivio ultimo", che peraltro salverebbe il Principio di Conservazione dell'Informazione?

 Sappiamo quindi che alla scomparsa della materia collassata di un buco nero attraverso la Radiazione di Hawking sopravvive la radiazione di fondo a bassissime temperature, per la quale valgono le leggi della meccanica quantistica, ad es.

dove ε è la quantità di energia; è la costante di Planck; è la frequenza ; c è la velocità della luce; λ  è la lunghezza d’onda. Ma allora, ricordando il dualismo onda-particella c’è da chiedersi se la scomparsa della materia collassata di un buco nero attraverso la Radiazione di Hawking, significhi veramente la scomparsa definitiva di materia nella “desolazione” del grande spazio espanso nel tempo e divenuto apparentemente vuoto. Inoltre, date le basse temperature, potremmo ricordare che i cosiddetti condensati di Bose-Einstein rappresentano un particolare stato della materia in cui i “bosoni”, particelle elementari che obbediscono alla statistica di Bose-Einstein,   mediatrici di forza e che hanno  spin intero ed unitario (vedi Figura 1), quando sono raffreddati a una frazione di grado superiore allo zero assoluto, tali condensati iniziano a comportarsi, in queste condizioni, come un unicum. Ossia, non si comportano come particelle separate e mantengono anche a livello macroscopico tutte le proprietà quantistiche che presentano a livello microscopico: ad esempio comportandosi come onde e non come particelle; per cui si possono applicare le equazioni qui sopra riportate e quelle che da esse discendono. 

E' bene ricordare che  le seguenti forze fondamentali della natura: elettromagnetismo, forza nucleare debole (legata alla radioattività), forza nucleare forte, sono mediate da bosoni di spin unitario; ossia l'effetto della forza viene spiegato come lo scambio di bosoni mediatori fra particelle interagenti. Per l'elettromagnetismo si tratta di fotoni di spin pari a 1, senza carica né massa a riposo; per la forza nucleare debole si tratta di bosoni W e Z, di spin pari a 1, la cui carica è unitaria, per  W +1 o -1 mentre Z  è privo di carica; per  la forza nucleare forte si tratta di gluoni di spin pari a 1, senza carica elettrica né massa a riposo. 

 
Figura 1

Ma nel nostro discorso si tratta di radiazione termica e quindi radiazione elettromagnetica dove sono implicati fotoni.

Roger Penrose, maestro riconosciuto di Steven Hawking, in "La Strada che porta alla Realtà" (cap.22.7), insegna che « Una particella non massiva, come un fotone, può solo ruotare intorno alla sua direzione di moto. La grandezza  |s| di questo spin è sempre la stessa, per un dato tipo di particella, ma se l'elicità s è diversa da zero (come nel caso del fotone) allora lo spin può essere a) destrorso (s > 0; elicità positiva) o b) sinistrorso (< 0; elicità negativa). Per un fotone, abbiamo |s|=1  (in unità di ħ ) che dà i due casi  s = 1 per la polarizzazione circolare destrorsa, e s = -1 per la polarizzazione circolare sinistrorsa. Grazie al principio di sovrapposizione quantistica, possiamo formare combinazioni lineari complesse di queste, producendo così gli altri stati possibili di polarizzazione, ...» (vedasi Figura 1).

Da qui si può intuire la possibilità che quell'immenso spazio vuoto che resta nei "tempi ultimi" per evaporazione di buchi neri, o buco nero che sia, non è in realtà vuoto, ma resta sede di radiazione termica e quindi elettromagnetica, per quanto tenue possa essere. E' da verificare scientificamente, in questo mondo tecnologico che pensa già ai computer quantistici, ma potrebbe essere possibile che questa debole radiazione di fotoni attraverso sequenze di diversa elicità possa essere codificata alla stessa stregua di come vengono codificate le informazioni sui nostri computer e memorie di massa, attraverso una codificazione basata su un sistema binario, dove le entità che permettono la codifica possono assumere solo due diversi stati che si autoescludono, ossia: ↑ oppure   , come in Figura 1.

In questo modo diviene possibile ipotizzare come presente in quel "vuoto dei tempi ultimi" l'informazione codificata e condensata sotto forma di radiazione a temperature prossime allo zero assoluto. Non si può fare a meno di pensare a quel mondo immateriale e platonico delle idee, all'archivio di ogni conoscenza di cui parlano le discipline esoteriche orientali, ma anche al ritorno spersonalizzato e indistinto di ogni conoscenza alla sua presumibile fonte originaria. L'informazione più che nella materia resterebbe "impressa" in quella radiazione che è il residuo di un universo "evaporato". Ma, quella radiazione residua, condensata e codificata, potrà mai essere assimilata al concetto di "spirito" in assenza di un requisito di trascendenza dal mondo fisico restante, che pur se evaporato resta presente in forme più sfuggenti nei suoi residui vibrazionali? Se nonostante tutto si decidesse di rispondere affermativamente, non si potrebbe dubitare che si tratterebbe di panteismo sotto forme più raffinate? Ciononostante, la preservazione del Principio di Conservazione dell'Informazione sarebbe salva, ma direttamente legata alla persistenza di quella "vibrazione quasi ferma" che andrebbe sempre più spegnendosi, asintoticamente, ma che non raggiungerebbe mai valore nullo, come una persistente eco smorzata di una "creazione" che fu.

Forse, anche alla luce di ciò, andrebbero riletti quei citati lavori di Tipler, criticabili quanto si vuole, ma che nel dilagante agnosticismo odierno, inconsapevole piuttosto che scelto, potrebbero rappresentare un tentativo - meritevole di rispetto e di apprezzamento, anziché occasione di “ostracismo scientifico”- per dare al credo giudaico-cristiano una prospettiva di concreta dimostrazione che: l’incredibile può essere credibile; non solo attraverso la fede (mozione dell’uomo verso dio) e la grazia (risposta di dio all’uomo), o magari la “predestinazione” per chi pensa così, ma attraverso  la difficile razionalità delle scienze fisico-matematiche, che un atto di fede possono ingenerare in chi la fede non riesce a sentirla e il dono della grazia non lo ha ancora ricevuto.

Perciò, ricordando che i buchi neri - per i quali è stata trovata conferma sperimentale della Radiazione di Hawking – sono essi stessi delle “singolarità” si riporta qui di seguito , quale invito all’approfondimento, un estratto dalla Fisica del Cristianesimo di Tipler:

«Nella Fisica dell'Immortalità ho mostrato come i molti universi risolvano il massimo problema teologico, che è la ragione principale per cui le persone respingono il teismo in favore dell’ateismo: il problema del male. Nella sua autobiografia, per esempio, il grande biologo evoluzionista Charles Darwin confessò che l’esistenza del male nel mondo animale - e le orribili sofferenze sopportate dalla sua figlia prediletta prima di morire a meno di vent'anni — lo avevano condotto ad abbandonare il cristianesimo. Il problema del male scompare quando ci si rende conto che Dio ha massimizzato il bene nella realtà, creando non soltanto questo universo ma tutti i possibili universi, che alla fine evolvono tutti in Dio Padre, che è il Punto Omega. Ritornerò più ampiamente su questa soluzione a molti mondi del problema del male nell'XI capitolo.

Figura ( 4.3 )

Ma i molti universi mostrano anche che la Singolarità ha una struttura trinitaria. Non me ne ero reso conto quando scrivevo La Fisica dell'Immortalità più di un decennio addietro, ma la Trinità è nelle mie figure e nelle mie equazioni. Si osservi la figura VI.1 a pagina 177 della Fisica dell'Immortalità, che è una rappresentazione schematica del multiverso (riprodotta qui come figura 4.3). Tutta la realtà esiste tra la Singolarità iniziale e la Singolarità finale. Nella relatività generale classica non c'è nessuna connessione tra Singolarità iniziale e finale, ma nella relatività generale quantistica una connessione c’è: la linea che nella figura 4.3 collega le due Singolarità. Anche questa è una singolarità, che esiste al «bordo» del multiverso, come indicato nella figura. Esiste inoltre in tutti i tempi per tutti gli universi del multiverso. La singolarità quantistica, in altre parole, ha una struttura tripartita: (1) la Singolarità iniziale, prima della quale non esisteva nulla; (2) la Singolarità finale, dopo la quale nulla esisterà; e (3) la singolarità che connette il passato ultimo e il futuro ultimo. Io propongo di identificare la Singolarità del passato ultimo con lo Spirito Santo (nella sua divinità trascendente), sulla base di Genesi 1,2, che termina con la frase «e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque». Questa è una descrizione precisa della Singolarità iniziale del multiverso, come è rappresentata nella figura 4.2, Ho già identificato Dio Padre con la Singolarità del futuro ultimo, e rinvio il lettore agli ampi scritti di Wolfhart Pannenberg, in cui anche il teologo adduce ragioni per pensare a Dio Padre come al futuro ultimo. Il Figlio - nella sua divinità, necessariamente fuori dal tempo - è la singolarità che stabilisce la connessione tra passato ultimo e futuro ultimo. Il Figlio è completamente integrato con lo Spirito Santo e Dio Padre. I tre sono uno. Il Figlio, come appare chiaro dalla figura 4.3, era presente all’inizio del multiverso, in accordo con la descrizione che si trova in Giovanni 1,1-3: «In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

La singolarità è una «sostanza» nello stesso senso in cui elettroni e protoni sono «sostanze». La principale proprietà delle «sostanze» è che esse possono rendere nota la loro esistenza esercitando degli effetti, che possono essere rivelati. Le tre Singolarità — quella del Padre, quella del Figlio e quella dello Spirito Santo — esercitano effetti sullo spazio, sul tempo e sulla materia, anche se sono fuori dello spazio e del tempo, e non sono materia. Le Singolarità sono la sostanza divina, e il Figlio è esattamente della stessa sostanza del Padre. Abbiamo così nelle tre parti della Singolarità — futuro ultimo, tutti i presenti e il passato ultimo — una giustificazione piena della cruciale dottrina cristiana dell’homousion. Questo termine greco è una parola composta: homos significa «uguale» mentre ousia significa «sostanza». Quindi homousion (consustanziale) si riferisce al fatto che Dio padre e Dio Figlio (Gesù nella sua divinità) sono fatti della stessa sostanza divina».

Si può constatare che non si tratta della visione di un concetto trinitario stratificato, come lo aveva percepito Newton, con preminenza del Padre, ma di concetto trinitario che vede le tre persone in azione nella realtà della creazione in ruoli diversi e strettamente connesse alla trascendenza. Eppure, tutto ciò non dimostra nulla se assumiamo la prospettiva del Don Franco di turno, che interrogato al riguardo risponde, innamorandoci per l'umiltà che esprime: «cosa ne possiamo sapere noi dell'intimità del nostro Dio!».

La morte termica dell'universo per evaporazione della materia collassata e compatta (buchi neri) attraverso la Radiazione di Hawking e le idee di Tipler sopra espresse possono sembrare antitetiche. Eppure, l'idea di immortalità che Tipler esprime attraverso la Teoria del Punto Omega, che dal futuro ordina e dirige a Sè, teleologicamente, tutta la creazione dal punto iniziale del passato (Big Bang), si sostiene su una ipotesi di nostro universo articolata in multiverso (in Figura 4.3) che prevede un Big Crunch finale e una Fisica dell'Immortalità che vede un "diverso" universo,  quasi-virtuale, simulato ad un più alto livello di implementazione su una sorta di computer universale nello stesso Punto Omega. Se la Radiazione di Hawking è un fatto accertato scientificamente; se le teorie di Tipler hanno fondamento scientifico, che non sta a noi giudicare qui, e se le preliminari considerazioni svolte qui sopra  possono contenere qualche intuizione veritiera (sebbene ancora da verificare) la codificazione di quell'energia termica radiante e residua post-evaporazione  può essere messa in relazione con quel più alto livello di implementazione su una sorta di computer universale che Tipler ha intravisto nella sua riflessione coincidente nel Punto Omega e con la figura del Padre.

Qualcuno potrebbe sostenere con il consueto ostracismo che con tali discorsi ed ipotesi si sta facendo fanta-scienza e fanta-teologia. Ma sarebbe necessario argomentarlo molto bene per poterlo sostenere, almeno quanto e come ha fatto Tipler nei suoi lavori, corredati sempre da appendici fisico-matematiche a sostegno delle proprie argomentazioni.

Umanesimo, positivismo, empiricismo; determinismo, indeterminismo; riduttivismo, relativismo o assolutismo, et similia, possono ancora avere un senso nei processi del conoscere umano? Le leggi fisiche che governano il creato, sono leggi del Creatore e quindi verità non minori di quelle che possono essere dedotte per via filosofica o teologica. Siamo tutti "in cammino", alla ricerca della Verità in un momento storico in cui la Scienza sembra faticare a conservare la propria credibilità, mentre Teologia e Filosofia  cercano di guadagnarne una che vada oltre le ragioni culturali e religiose. I contributi che possono dare le Scienze Naturali, ed in particolare quelle Fisico-Matematiche, alla Filosofia Naturale e alla Teologia, anche solo in termini di nuovi temi di riflessione e ricerca, non sembrano poter essere ignorati, pur nel rispetto dell'autonomia delle singole Scienze coinvolte; Naturali o Umanistiche che esse siano. Non appare più possibile, oggi, pensare alla formazione culturale in discipline umanistiche senza una formazione anche scientifica e viceversa. L'unitarietà della Conoscenza  torna ad essere prerequisito necessario negli studi accademici e, in generale; la specializzazione in diversi rami delle Scienze appare anch'essa funzionale alla sostenibilità di un futuro in cui la Conoscenza stessa diviene sinonimo di Dignità Umana. Tutto ciò anche per coloro - uomini qualunque del grande e indistinto fiume della vita - che non si pongono particolari obiettivi di successo o di guadagni, ma semplicemente di una sobria normalità, pur semplicemente statistica, che lasci però loro comprendere il senso di questa esistenza a cui sono stati chiamati.


APPENDICE: Un contributo di riflessione ulteriore ricevuto da un Amico in tempi di pandemia:


"Calcolo Entropia Black Hole. Saluti cari, Paul".


E ancora:


"Mi riallaccio alla metrica spazio-temporale (4 dimensioni) dell'universo di Kurt Godel.
Ipotizziamo l'Universo, di massa M, come una grandissima sfera di raggio R e consideriamo un fotone che si muove a velocità c ai confini ultimi di tale Universo.
Per quanto mostrato da Einstein, nella teoria generale della relatività, lo spazio quadridimensionale non è più euclideo ma curvo e ai confini dell'universo qualunque traiettoria luminosa, anche radiale, diventa tangenziale (se il fotone continuasse indefinitivamente il suo moto potrebbe tornare al punto di partenza!).
L'equazione della dinamica di Newton applicata al moto del fotone conduce alla seguente relazione: GM/R^2=c^2/R da cui possiamo ricavare la massa dell'universo M=Rc^2/G=10^53 kg,
avendo posto:
c= 3•10^8 m/s la velocità della luce;
G=6,67•10^-11 Nm^2/kg^2 la costante gravitazionale;
R=ct=10^26 m il raggio dell'universo;
t=14•10^9 anni =4,4•10^17s, la vita dell'universo.
Ne segue che l'Energia totale dell'universo è 10^70 Joule

Per quanto sopra (GM/R= c^2) l'Universo si comporta come un enorme Buco Nero.
ing.Paolo Allievi"

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sabato 6 febbraio 2021

L’EMPATIA UMANA CI DERIVA DALL’EVOLUZIONE?

 

L’EMPATIA UMANA CI DERIVA DALL’EVOLUZIONE?

Un commento a :

https://dicastri.club/2021/02/06/marcus-rosenlund-i-10-disastri-climatici-che-hanno-cambiato-il-mondo-garzanti-2020/#respond

E' certamente lecito affermare l'opinione che una tendenza all’empatia ci derivi, in quanto umani, dalla nostra evoluzione; ma sembra poco "scientifico" se non ne vengono fornite le evidenze; a meno di non considerare l' "evoluzionismo" una nuova "fede". Si rischia, quindi, che resti solo una opinione, seppur autorevole e forse "ragionevole" per altri versi di cui si dirà qui appresso. Per completezza, potrebbero essere almeno considerate altre ipotesi, ivi incluse quelle afferenti a "qualità innate" che possono trascendere la mera realtà fisica in cui viviamo, a loro volta conseguenza di teorie "creazioniste" del mondo in cui viviamo. Alla ricerca delle cause, la stessa teoria del big-bang sebbene “scientificamente provata” sfocia poi nelle ipotesi cicliche dell'eterno ritorno, oppure nelle fluttuazioni quantistiche del vuoto, ma anche in una ipotesi di "creatio ex nihilo" (forse quella che constatò l’Abate Lemaitre quando derivò dalla teoria della Relatività Generale le sue equazioni  che sottopose ad Einstein per verifica e ne ebbe risposta dal grande scienziato: “la sua fisica è corretta, ma abominevole!”- Evidentemente, Einstein era all’epoca ancora ancorato a quell’idea di universo immutabile che lo portò ad aggiungere la costante cosmologica nelle sue equazioni della Relatività Generale).  Inoltre, l'ipotesi di "umani" come macchine biochimiche - dotate di libero arbitrio nelle scelte, ma anche di "antenna" (apparati neuro-cerebrali) e quindi eterodiretti attraverso  il "bios", quell'anima "imprinted" dal "Costruttore" (Il Calcolatore Centrale del Sistema, ossia l'Archivio Akashico) al momento dell'uscita dalla "fabbrica" - è anch'essa una ipotesi della New Age. Insomma, ricondurre l'empatia umana all'evoluzione appare limitativo e poco scientifico. Se poi volessimo intendere l'evoluzione in senso “teilhardiano” (da Teilhard de Chardin), ossia che essa passa attraverso diversi stadi: dall’energia evolve in materia, dalla materia evolve in biosfera, dalla biosfera (senziente e pensante) evolve in noosfera (accumulando conoscenza), per giungere al suo stadio finale in una fase “cristica" (che implica il dono di sé, ossia la propria immolazione per gli altri!), allora dire che l’empatia ci derivi, in quanto umani, dalla nostra evoluzione, sembra ragionevole. Ma, al tempo stesso bisognerebbe ammettere che l'evoluzionismo è stato così integrato nelle ipotesi creazioniste di origini cristiane ed ivi metabolizzato. Per cui Teilhard de Chardin, nonostante le vicissitudini poco piacevoli cui era stato sottoposto dalla stessa Chiesa, prima della sua riabilitazione, poteva ben sostenere “Christus Vincit, Christus Regnat, Christus Imperat!”.


sabato 21 novembre 2020

ATTENDENDO L’ITER DI CADARACHE SI RIACCENDE L’INTERESSE SULLA FUSIONE NUCLEARE.

Dopo l’ “archiviazione” delle ricerche sulla fusione fredda – maldestramente abbandonate, forse senza aver completamente compreso i motivi dell’imprevedibile ripetibilità del fenomeno, ma riconoscendo (specie in casa nostra) i limiti di caricamento dell’idrogeno (suoi isotopi) nel reticolo di elettrodi metallici quali il palladio – si è puntato tutto sull’ITER in costruzione a Cadarache (Francia): un “ingombrante” progetto internazionale plurimiliardario, adatto solo per installazioni fisse, che non potrà essere pronto per l’avvio sperimentale prima del 2025. Sull'ITER, nonostante le giuste speranze che si nutrono, alcuni scienziati sollevano dubbi per le insufficienti densità del plasma, rispetto a quelle che invece nelle stelle vengono raggiunte naturalmente per gli intensi campi gravitazionali, che sono molto meno intensi sulla Terra di diversi ordini di grandezza. Di fatto, in un momento di transizione energetica dalle fonti fossili alle rinnovabili, gli studi ed i tentativi sulla fusione nucleare hanno ripreso vigore, sebbene le ricerche concrete dovrebbero moltiplicarsi, come auspicabile, poiché se l’impianto di Cadarache non dovesse dare i risultati sperati, il futuro sulla Terra sarebbe certamente più difficile e imporrebbe forti limitazioni con il  ricorso alle rinnovabili soltanto. Il rifiuto del nucleare di pace, indistintamente dal nucleare di guerra, da parte di alcune popolazioni e anche alcune importanti istituzioni transnazionali, non aiuta certo!

La maggior parte delle ricerche odierne sulla fusione nucleare si concentra sui plasmi - gas ionizzati costituiti da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutri - ad alta temperatura, con confinamento  inerziale o magnetico, oppure entrambi combinati insieme. Tuttavia, esiste un altro filone di lavoro, meno noto, basato sull'accelerazione e il confinamento elettrostatico (IEC). Gli studi sulla IEC sembrano concentrarsi su alcuni sistemi specifici quali i metodi e tecnologie di confinamento e l’incapsulamento del combustibile in forme più possibilmente dense, già in partenza.

Esistono almeno due brevetti Italiani sulla fusione  nucleare – uno di essi già rilasciato e un altro in itinere -  sebbene da  sperimentare; ma il mondo politico e della ricerca nostrano, in grado di decidere al riguardo – forse per l’emergenza COVID19 – sembra a tutt’altre faccende affaccendato o forsanche del tutto disinteressato.

Questa energia da fusione nucleare – ove producibile -  è “carbon free and environmentally friendly” e assimilabile a quelle rinnovabili, in quanto sfrutta una risorsa molto abbondante quale l’idrogeno, sebbene attraverso i suoi due isotopi deuterio e  trizio, candidati maggiormente riconosciuti tra i più adatti per processi di fusione nucleare.

È opportuno ricordare che nei processi di fusione nucleare la sezione d'urto σ esprime una quantità adoperata per descrivere il processo d'interazione tra particelle e quantifica la probabilità che una particella si fonda con un’altra, per darne una più pesante, ma con un difetto di massa rispetto alla somma delle masse delle particelle iniziali; ove il difetto di massa risultante nella fusione si trasforma in energia disponibile e/o dissipata. Come criterio generale, si assume che il tasso di fusione di particelle R che ha luogo per unità di volume ed unità di tempo è proporzionale, oltre che ad una costante k, al quadrato del numero delle particelle N e alla sezione d’urto σ delle stesse mediata su tutte le velocità v (dato che la sezione d’urto è funzione anche della velocità della particella solitamente distribuita secondo una distribuzione maxwelliana - vedi esempi in figura).

R = k (N^2) < σ v >

Si può constatare che la densità - strettamente legata al numero di particelle per unità di volume (legge quadratica) - è cruciale ai fini dell'innesco e mantenimento di un elevato numero di reazioni per unità di volume ed unità di tempo. Si può notare anche che nella relazione sopra indicata R non dipende direttamente dalla temperatura, ma le velocità medie (come pure l'intervallo delle velocità) aumentano all'aumentare della temperatura.


 

Quanto sopra è da considerarsi premessa introduttiva per valutare le novità riportate da un recente articolo (vedasi  https://oilprice.com/Alternative-Energy/Nuclear-Power/NASA-Doubles-Down-On-Nuclear-Fusion-Ambitions.html da cui è tratto quanto segue) in cui si sostiene che la NASA ha raddoppiato le proprie ambizioni sulla fusione nucleare. Si afferma in questo articolo che l'interesse della NASA per la fusione nucleare ha ovviamente a che fare con la sua futura strategia di viaggiare verso altri pianeti, anche attraverso le sue alleanze con i partner commerciali. Infatti, l'energia nucleare potrebbe essere la fonte di energia che offre potenza ed efficienza molto maggiori rispetto agli attuali carburanti usati per missili. L'agenzia sembrerebbe anche interessata a condurre energivore operazioni di estrazione e test su pianeti e asteroidi per estrarre acqua, metalli e minerali.

La fusione nucleare, dunque, potrebbe essere la fonte di energia che espande il potenziale della NASA per una maggiore esplorazione spaziale insieme a partner come SpaceX, Boeing e Blue Origin.

Gli analisti energetici tendono a concordare sul fatto che la fusione nucleare dovrà sostituire la fissione nelle centrali elettriche per riportare un maggiore sostegno al nucleare come fonte di energia pulita. La sfida in questo caso sarà accelerare il processo di sviluppo e ridurre gli enormi costi per portare la fusione in linea con l'avvicinarsi dei mandati sui cambiamenti climatici. Un progetto di ricerca della NASA potrebbe offrire un percorso per rendere commerciale la fusione nucleare.

La novità riportata nell’articolo sopracitato afferma anche che l'agenzia spaziale ha diffuso i risultati dei test di "confinamento reticolare", che potrebbe trasformare la scala di produzione e ridurre i costi per l'energia da fusione nucleare tanto attesa. Potrebbe essere in grado di rimuovere, o almeno ridurre, una barriera chiave che ha impedito per anni alla fusione di essere pienamente dispiegata.

Il su accennato metodo di confinamento reticolare della NASA – che qui sembra ricordare molto da vicino il caricamento di idrogeno negli elettrodi di palladio di cui si è parlato sopra nella fusione fredda – consentirebbe all'energia cinetica a livello di fusione di “riunirsi” a temperatura ambiente (guarda caso!). Ossia, le condizioni sufficienti per la fusione vengono create all'interno del reticolo metallico tenuto a temperatura ambiente. Il reticolo metallico viene caricato con combustibile deuterio e, attraverso il nuovo metodo di confinamento del reticolo, crea un ambiente energetico all'interno del reticolo stesso in cui gli atomi possono acquisire energie cinetiche a livello di fusione equivalenti.

Ma la vera novità che si rileva dall'articolo citato appare essere la seguente.

Una delle chiare differenze con la reazione di fusione a confinamento magnetico - che è la metodologia principale che sta guadagnando sostegno nella comunità della fusione - consiste nell'essere notevolmente più "densa", che è requisito attraverso cui la reazione può essere innescata. Un metallo come l'erbio (numero atomico 68, simbolo Er. ; un elemento delle terre rare che ha un aspetto argenteo metallico e fonde a 1529°C) può essere caricato con atomi di deuterio, imballando il combustibile un miliardo di volte più denso che nei reattori a fusione a confinamento magnetico (tokamak). Il nuovo metodo "riscalda" o accelera i deuteroni in modo tale da provocare reazioni di fusione D-D (deuterio-deuterio) in caso di collisione con un deuterone vicino.

La fusione a confinamento reticolare è stata segnalata all'inizio di quest'anno da un team di scienziati con sede presso il Glenn Research Center della NASA a Cleveland.

In definitiva se le notizie rispondono a realtà si ha: alta densità, a temperatura ambiente (o comunque bassa rispetto agli altri sistemi), confinamento nel reticolo del materiale metallico.

Non si è avuto modo di procedere ad una verifica delle informazioni e risultati qui ripresi e riportati dall'articolo citato, ma certamente è vero che va necessariamente riaprendosi un po' ovunque nel mondo occidentale l’interesse per la fusione nucleare, al fine di produrre una nuova e praticamente inesauribile fonte di energia.

venerdì 6 novembre 2020

ALCUNE APPLICAZIONI PER LA MATEMATICA A PORTATA DI CLICK - UTILI IN TEMPI DI LOCKDOWN E NON SOLO

 In tempi di lockdown, in particolare per chi ancora studia, gli ausili per la matematica non mancano, sempre che ci sia buona volontà. Questa vuole essere una semplice illustrazione di alcuni di tali possibili ausili e dei link dove essi sono reperibili, per chi fosse interessato.

1)      GEOGEBRA : https://www.geogebra.org/download che offre le seguenti  App :


 

2)      CALCME: https://calcme.com/a   (schermata online come segue)


 

3)      WOLFRAM ALFA : https://www.wolframalpha.com/


WOLFRAM-ALFA  offre anche alcuni dei suoi interessanti tutor,  pacchetti collegati (per es. Linear Algebra Course Assistant; Calculus Course Assistant; Multivariable Calculus Course Assistant; Statistics Course Assistant), che sono scaricabili da Microsoft Store per qualche decina di euro complessivamente. Dallo stesso Microsoft Store sono per esempio scaricabili gratuitamente (o quasi) altre applicazioni quali una applicazione per l’analisi di funzioni di una sola variabile (molto adatta per licei scientifici e primo anno di università), un Mathematics Toolkit, un Mathematics Calculator.

 

4)      Grafica tridimensionale, per punti

https://technology.cpm.org/general/3dgraph/

 

5)      Grafica tridimensionale, nota la funzione

http://math.loyola.edu/~loberbro/matlab/html/Plot3Dsurfaces.html#12  +++

https://academo.org/demos/3d-surface-plotter/

https://www.monroecc.edu/faculty/paulseeburger/calcnsf/CalcPlot3D/

 

Un riepilogo di altri e più complessi computer algebra systems (CAS) , gratuiti o a pagamento, si può trovare al seguente link: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_computer_algebra_systems .

Per una più dettagliata illustrazione si rimanda a http://www.aice-it.org/it/articles/780-rivoluzione-digitale-e-applicazioni-informatiche-per-la-professione

domenica 1 novembre 2020

L'informazione non può scomparire! Il paradosso più famoso della fisica sta per finire?

 Un articolo "The Most Famous Paradox in Physics Nears Its End” (Il paradosso più famoso della fisica sta per finire) è stato  pubblicato da Quantamagazine (https://www.quantamagazine.org/) ed è reperibile in originale al link https://www.quantamagazine.org/the-black-hole-information-paradox-comes-to-an-end-20201029/ con il seguente occhiello riassuntivo:

“In una serie fondamentale di calcoli, i fisici hanno dimostrato che i buchi neri possono diffondere informazioni, il che sembra impossibile per definizione. Il lavoro sembra risolvere un paradosso che Stephen Hawking descrisse per la prima volta cinquant'anni fa”.

Uno dei passaggio più singolari dell’articolo è il seguente:

“Ma quasi tutti sembrano essere d'accordo su una cosa. In un modo o nell'altro, lo stesso spazio-tempo sembra cadere a pezzi in un buco nero, il che implica che lo spazio-tempo non è il livello radice della realtà, ma una struttura emergente da qualcosa di più profondo. Sebbene Einstein concepisse la gravità come la geometria dello spazio-tempo, la sua teoria implica anche la dissoluzione dello spazio-tempo, motivo per cui l'informazione può sfuggire alla sua prigione gravitazionale”.

I seguenti grafici riportati nell'articolo, ne facilitano la comprensione.




Commenti ed Interrogativi:

1) Sembra quasi darsi per scontato che:

- lo spazio tempo si frantumi, come se esso stesso fosse un "reticolo materiale" (che peraltro è in grado di imbrigliare l'informazione?); 

- l'entropia ad un certo punto diminuisca e si annulli (solo sottrazione di calore attraverso radiazione di Hawking?);

- tutta l'informazione sia immateriale (per es. come il pensiero, che tale è? Il DNA anche è informazione, ma ha bisogno di un supporto materiale!) e quindi non soggetta alle leggi relativistiche della gravità.

2) Nonostante la Fisica Teorica (attraverso la Matematica) possa rendere ragionevoli tali ipotesi o anche giustificarle, non occorrerebbe una conferma sperimentale per averne certezza e quindi farne vera Scienza? 

3) Leggendo l’articolo non si può far a meno di pensare alle tradizioni orientali che parlano di un “archivio akashico”, il cosiddetto Registro della Vita, deposito universale di ogni conoscenza e informazione.  Ma, non solo su questo vaga la mente del lettore che scandaglia ipotesi. Infatti, assumendo come vere alcune affermazioni riportate nell’articolo, sembra si vada configurando tra “fantasiose ipotesi” che la mente insegue alla ricerca del Vero, una rete costituita dai nuclei attivi di galassie (AGN) a guisa di depositi di informazioni e conoscenze “locali”, destinata a produrre su impensabili scale temporali e spaziali, attraverso un “crunch” finale, un tale archivio. Ciò ripropone l’interrogativo sulla conoscenza che gli umani ritengono di possedere essi stessi, localizzata apparentemente nei propri apparati mentali, senza prendere in considerazione la possibilità che tale conoscenza possa essere localizzata altrove e resa accessibile agli umani in determinate condizioni fisiche e mentali.

sabato 15 agosto 2020

THE VOYAGE OF LIFE di Thomas Cole

The Voyage of Life è una suggestiva e allegorica serie di quattro dipinti di Thomas Cole[1] con cui l’Autore ripercorre il viaggio di un simbolico Protagonista lungo il "Fiume della vita".

<< Thomas Cole (Bolton1º febbraio 1801 – Catskill11 febbraio 1848) è stato un pittore statunitense di origine inglese.

Viene considerato il fondatore della Hudson River School, movimento artistico americano che fiorì nella metà del XIX secolo. La Hudson River School, così come gli stessi lavori di Thomas Cole, è nota per i realistici e dettagliati ritratti del paesaggio e della natura americani, che utilizzano temi del Romanticismo e del Naturalismo. Nella pittura di Thomas Cole non mancano i temi allegorici o simbolici (The Architect's Dream, la serie The Voyage of Life), biblici e religiosi (The Garden of Eden, la serie The Cross and the World Study), storici (The DepartureThe ReturnThe Past, la serie The Course of the Empire), mitologici (Prometheus Bound).>>[2]

 

SINTESI

 

Original English Version [3]

Traduzione in Italiano

 

Cole's renowned four-part series traces the journey of an archetypal hero along the "River of Life." Confidently assuming control of his destiny and oblivious to the dangers that await him, the voyager boldly strives to reach an aerial castle, emblematic of the daydreams of "Youth" and its aspirations for glory and fame. As the traveler approaches his goal, the ever-more-turbulent stream deviates from its course and relentlessly carries him toward the next picture in the series, where nature's fury, evil demons, and self-doubt will threaten his very existence. Only prayer, Cole suggests, can save the voyager from a dark and tragic fate.

From the innocence of childhood, to the flush of youthful overconfidence, through the trials and tribulations of middle age, to the hero's triumphant salvation, The Voyage of Life seems intrinsically linked to the Christian doctrine of death and resurrection. Cole's intrepid voyager also may be read as a personification of America, itself at an adolescent stage of development. The artist may have been issuing a dire warning to those caught up in the feverish quest for Manifest Destiny: that unbridled westward expansion and industrialization would have tragic consequences for both man and nature.

 

 

 

More information on this painting can be found in the Gallery publication American Paintings of the Nineteenth Century, Part I, pages 95-108, which is available as a free PDF at https://www.nga.gov/content/dam/ngaweb/research/publications/pdfs/american-paintings-19th-century-part-1.pdf

 

La famosa serie in quattro parti di Cole ripercorre il viaggio di un eroe archetipico lungo il "Fiume della vita". Assumendo con sicurezza il controllo del proprio destino e ignaro dei pericoli che lo attendono, il viaggiatore si sforza coraggiosamente di raggiungere un castello aereo, emblematico dei sogni ad occhi aperti della "Giovinezza" e delle sue aspirazioni di gloria e fama. Mentre il viaggiatore si avvicina al suo obiettivo, il flusso sempre più turbolento devia dal suo corso e lo porta inesorabilmente verso il prossimo quadro della serie, dove la furia della natura, i demoni malvagi e l'insicurezza minacceranno la sua stessa esistenza. Solo la preghiera, suggerisce Cole, può salvare il viaggiatore da un destino oscuro e tragico.

Dall'innocenza dell'infanzia, al flusso dell'eccessiva sicurezza giovanile, attraverso le prove e le tribolazioni della mezza età, alla salvezza trionfante dell'eroe, Il viaggio della vita sembra intrinsecamente legato alla dottrina cristiana della morte e della risurrezione. L'intrepido viaggiatore di Cole può anche essere letto come una personificazione dell'America, essa stessa in una fase di sviluppo adolescenziale. L'artista potrebbe aver lanciato un terribile avvertimento a coloro che sono coinvolti nella febbrile ricerca del destino manifesto: che l'espansione e l'industrializzazione sfrenata verso ovest avrebbero avuto conseguenze tragiche sia per l'uomo che per la natura.

 

Ulteriori informazioni su questo dipinto sono disponibili nella pubblicazione della Gallery American Paintings of the Nineteenth Century, Part I, pagine 95-108, disponibile come PDF gratuito su https://www.nga.gov/content/dam/ngaweb /research/publications/pdfs/american-paintings-19th-century-part-1.pdf

 

 

ANALISI

An excerpt from pages 95-108 of the above mentioned PDF

(Original English Version)

Un estratto dalle pagine 95-108 del PDF sopra citato (Traduzione in Italiano)

 

FIRST PICTURE: CHILDHOOD

A stream is seen issuing from a deep cavern, in the side of a craggy and precipitous mountain, whose summit is hidden in clouds. From out the cave glides a Boat, whose golden prow and sides are sculptured into figures of the Hours: steered by an Angelic Form, and laden with buds and flowers, it bears a laughing Infant, the Voyager whose varied course the artist has attempted to delineate. On either hand the banks of the stream are clothed in

luxuriant herbage and flowers. The rising sun bathes the mountains and the flowery banks in rosy light. The dark cavern is emblematic of our earthly origin, and the mysterious Past. The Boat, composed of Figures of the Hours, images the thought, that we are borne on the hours down the Stream of Life. The Boat identifies the subject in each picture. The rosy light of the morning, the luxuriant flowers and plants, are emblems of the

joyousness of early life. The close banks, and the limited scope of the scene, indicate the narrow experience of Childhood, and the nature of its pleasures and desires. The Egyptian Lotus in the foreground of the picture is symbolical of Human Life. Joyousness and wonder are the characteristic emotions of childhood.

 

SECOND PICTURE: YOUTH

The stream now pursues its course through a landscape of wider scope and more diversified beauty. Trees of rich growth overshadow its banks, and verdant hills form the base of lofty mountains. The Infant of the former scene is become a Youth, on the verge of Manhood. He is now alone in the Boat, and takes the helm himself; and in an attitude of confidence and eager expectation, gazes on a

cloudy pile of Architecture, an air-built Castle that rises dome above dome in the far-off blue sky.

The Guardian Spirit stands upon the bank of the stream, and with serious yet benignant countenance seems to be bidding the impetuous voyager ‘God Speed.’

The beautiful stream flows directly toward the aerial palace, for a distance; but at length makes a sudden turn, and is seen in glimpses beneath the trees, until it at last descends with rapid current into a rocky ravine, where the voyager will be found

in the next picture.

Over the remote hills, which seems to intercept the stream and turn it from its hitherto direct course, a path is dimly seen, tending directly toward that cloudy Fabric, which is the object and desire of the voyager.

The scenery of this picture—its clear stream, its lofty trees, its towering mountains, its unbounded distance, and transparent atmosphere—figure forth the romantic

beauty of youthful imaginings, when the mind magnifies the Mean and Common into the Magnificent, before experience teaches what is the Real. The gorgeous cloudbuilt palace, whose most glorious domes seem yet but half revealed to the eye, growing more and more lofty as we gaze, is emblematic of the day-dreams of youth, its aspirations after glory and fame; and the dimly-seen path would intimate that Youth, in his impetuous career, is forgetful that he is embarked on the Stream of Life, and that its current sweeps along with resistless force, and increases in swiftness as it descends toward the great Ocean

of Eternity.

 

THIRD PICTURE: MANHOOD

Storm and cloud enshroud a rugged and dreary landscape. Bare impending precipices rise in the lurid light. The swollen stream rushes furiously down a dark ravine, whirling and foaming in its wild career, and speeding toward the Ocean, which is dimly seen through the mist and falling rain. The boat is there, plunging amid the turbulent waters. The voyager is now a man of middle age: the helm of the boat is gone, and he looks imploringly toward heaven, as if heaven's aid alone could save him from the perils that surround him. The Guardian

Spirit calmly sits in the clouds, watching with an air of solicitude the affrighted voyager. Demon forms are hovering in the air. Trouble is characteristic of the period of Manhood. In Childhood there is no cankering care; in Youth no despairing thought. It is only when experience has taught us the realities of the world, that we lift from our eyes the golden veil of early life; that we feel deep and abiding sorrow;

and in the picture, the gloomy, eclipse-like tone, the

conflicting elements, the trees riven by tempest, are the allegory; and the Ocean, dimly seen, figures the end of life, to which the voyager is now approaching. The demon forms are Suicide, Intemperance, and Murder, which are the temptations that beset men in their direst trouble. The upward and imploring look of the voyager,

shows his dependence on a Superior Power, and that faith saves him from the destruction that seems inevitable.

 

 

FOURTH PICTURE: OLD AGE

Portentous clouds are brooding over a vast and midnight Ocean. A few barren rocks are seen through the gloom— the last shores of the world. These form the mouth of the river, and the boat, shattered by storms, its figures of the hours broken and drooping, is seen gliding over deep waters.

Directed by the Guardian Spirit, who thus far has accompanied him unseen, the voyager, now an old man, looks upward to an opening in the clouds, from whence a glorious light bursts forth, and angels are seen descending

the cloudy steps, as if to welcome him to the Haven of Immortal Life.

The stream has now reached the Ocean, to which all life is tending. The world, to Old Age, is destitute of interest. There is no longer any green thing upon it. The broken and drooping figures of the boat show that Time is nearly ended. The chains of corporeal existence are falling away; and already the mind has glimpses of Immortal Life. The angelic Being, of whose presence until now the voyager has been unconscious, is revealed to him, and with a countenance beaming with joy, shows to his wondering gaze scenes such as the eye of mortal man has never yet seen.

 

PRIMO QUADRO: INFANZIA

Si vede un ruscello che esce da una profonda caverna, a lato di una montagna ripida e scoscesa, la cui cima è nascosta nelle nuvole. Dalla caverna scivola una Barca, la cui prua e fianchi dorati sono scolpiti in figure di Ore: guidata da una Forma Angelica e carica di gemme e fiori, porta un Bambino che ride, il Viaggiatore il cui variegato percorso l'artista ha cercato di delineare. Su entrambi i lati le rive del torrente sono rivestite di piante e fiori rigogliosi. Il sole nascente bagna le montagne e le rive fiorite in una luce rosea. La caverna oscura è emblematica della nostra origine terrena, e il misterioso Passato. La Barca, composta da figure delle Ore, immaginifica il pensiero secondo cui siamo nati nelle precedenti ore lungo il Fiume della Vita. La Barca  identifica il soggetto in ogni immagine. La luce rosea del mattino, i fiori e le piante rigogliose, sono emblemi della gioia dei primi anni di vita. Le rive vicine e quel  limitato ambito della scena, indicano la stretta esperienza dell'Infanzia e la natura dei suoi piaceri e desideri. Il Loto Egizio[4] in primo piano nel quadro è simbolico della Vita Umana. Gioia e meraviglia sono le emozioni caratteristiche dell'infanzia.

 

 

SECONDO QUADRO: GIOVENTU’(GIOVINEZZA)

Il fiume ora prosegue il suo corso attraverso un paesaggio di più ampia portata e più diversificata bellezza. Alberi dalla ricca crescita ombreggiano le sue rive e le colline verdeggianti formano la base di alte montagne. L'Infante della scena precedente è diventato un Giovane, sull'orlo della Virilità. Adesso egli è da solo nella Barca, e prende lui stesso il timone; e in un atteggiamento di fiducia e di impaziente aspettativa, intravede su un mucchio  nebuloso  Architetturale, un castello aereo che si erge cupola sopra cupola nel lontano cielo azzurro.

Lo Spirito Guardiano sta sulla riva del fiume, e con serietà eppure un aspetto benevolo sembra voler augurare all’impetuoso viaggiatore ‘Buon Viaggio’[5].

Il bellissimo ruscello scorre direttamente verso il palazzo aereo, per una certa distanza; ma alla fine fa una svolta improvvisa e si vede di sfuggita sotto gli alberi, finché alla fine discende con una corrente rapida in un burrone roccioso, dove si troverà il viaggiatore nel dipinto successivo.

Sulle colline remote, che sembrano intercettare il flusso e girarlo nella loro direzione, si vede vagamente un sentiero, che tende direttamente verso quella Costruzione tra le nuvole, che è l'oggetto e il desiderio del viaggiatore.

Lo scenario di questa immagine - il suo fiume limpido, i sui alti alberi, le sue montagne imponenti, la sua sconfinata distanza, e un'atmosfera trasparente, raffigurano la romantica bellezza delle immaginazioni giovanili, quando la mente ingrandisce il Medio e il Comune nel Magnifico, prima che l'esperienza

insegni cos'è il Reale. Lo splendido palazzo fatto di nuvole, le cui cupole più gloriose sembrano ancora rivelata allo sguardo per metà, diventando sempre più alte mentre guardiamo, è emblematico dei sogni ad occhi aperti della giovinezza, delle sue aspirazioni dopo la gloria e la fama; e il sentiero oscuro vorrebbe intimare che la Giovinezza, nella sua impetuosa carriera, è dimentica di essere imbarcata nel Fiume della Vita, e che la sua corrente spazza via con forza irresistibile e aumenta con rapidità mentre scende verso il grande Oceano dell'Eternità.

 

 

TERZO QUADRO: VIRILITA’ (ETA’ ADULTA)

Tempeste e nuvole avvolgono un paesaggio aspro e tetro. Nudi precipizi incombenti si alzano nella luce cupa. Il torrente gonfio scorre furiosamente giù per un burrone oscuro, vorticando e schiumando nella suo selvaggio procedere incontrollato, e accelerando verso l'Oceano, che si vede vagamente attraverso la nebbia e la pioggia che cade. La barca è lì, che si tuffa in mezzo alle acque turbolente. Il viaggiatore è ora un uomo di mezza età: il timone della barca è andato, ed egli guarda implorante verso il cielo, come se solo l'aiuto del cielo potesse salvare lui dai pericoli che lo circondano. Lo spirito guardiano siede con calma tra le nuvole, guardando con aria di sollecitudine

il viaggiatore spaventato. Le forme dei demoni sono sospese nell'aria. I guai sono caratteristici del periodo della Virilità. Nell'Infanzia non ci sono cure per il cancro; in Gioventù nessun pensiero disperato. È solo quando l'esperienza ci ha insegnato le realtà del mondo, che solleviamo dai nostri occhi il velo d'oro dei primi anni di vita; che proviamo un dolore profondo e duraturo; e nel quadro, il tono cupo, simile a un'eclissi, gli elementi contrastanti, gli alberi lacerati dalla tempesta, sono l’allegoria; e l'Oceano, visto vagamente, rappresenta la fine di vita, alla quale il viaggiatore si sta ora avvicinando. Le demoniache forme sono il suicidio, l'intemperanza e l'omicidio, quali sono le tentazioni che assalgono gli uomini nelle loro peggiore situazioni di guaio. Lo sguardo in alto e implorante del viaggiatore, mostra la sua dipendenza da un Potere Superiore e quella fede lo salva dalla distruzione che sembra inevitabile.

 

QUARTO QUADRO: VECCHIAIA

Nuvole portentose stanno meditando su un  vasto  Oceano di mezzanotte. Alcune rocce aride si vedono attraverso l'oscurità - le ultime sponde del mondo. Queste formano la bocca del fiume, e la barca, distrutta dalle tempeste, le sue figure di ore spezzate e cadenti, si vede scivolare su acque profonde.

Diretto dallo Spirito Guardiano, che finora lo accompagnava invisibile da così lontano, il viaggiatore, ormai vecchio, guarda in alto verso un'apertura tra le nuvole, da cui irrompe una luce gloriosa e si vedono gli angeli scendere i passaggi nuvolosi, come per accoglierlo al Rifugio di Vita Immortale. Il flusso ha ora raggiunto l'Oceano, verso cui tutta la vita tende. Il mondo, alla Vecchiaia, è privo di interessi. Non c'è più niente di verde su di esso. Le figure spezzate e cadenti della barca mostrano che il Tempo è quasi finito. Le catene dell'esistenza corporea stanno cadendo via; e già la mente ha scorci di Vita Immortale. L'Essere angelico, della cui presenza fino a ora il viaggiatore è stato incosciente, viene rivelato lui, e con un'espressione raggiante di gioia, mostra al suo sguardo meravigliato scene che l'occhio dell'uomo mortale non ha mai ancora visto.

 

Un altro “modo di vedere” Particolari meritevoli di Attenzione

1)      E’ significativo notare (anche dal punto di vista dell’allegoria e del simbolismo che esprime tutto l’insieme della serie di dipinti) come nel primo quadro, relativo all’Infanzia, la Barca – ossia l’apparato che consente il Viaggio sul Fiume della Vita - conservi uno scafo sormontato a prua da una apparentemente lignea figura angelica con una clessidra prominente nelle mani tese,  nonchè fianchi ornati da più figure delle Ore (di analoga fattezza angelica e lignea), che insieme delineano il limitato ambito temporale in cui si svolge la vicenda umana del Protagonista, soggetto al Tempo . A poppa, in vece dell’infante, il vero Angelo gestisce il timone (cosa che non accade più nelle scene successive); così l’infante può allietarsi ed esprimere la sua gioia attraverso germogli e fiori che mostra a braccia aperte nel passaggio. Nei quadri successivi l’Angelo, non solo non è più alla guida della Barca, ma addirittura lascia chiaramente il Protagonista già nella Gioventù - allorquando egli assume direttamente la gestione del timone - per tornare da poi da lui solo in Vecchiaia. E’ perciò ragionevole pensare che l’assenza dell’Angelo, a partire dall’età della ragione, stia a sottolineare l’autonomia del Protagonista nelle sue scelte attraverso il Libero Arbitrio.

2)      In Gioventù, l’autonomia nelle scelte e il presunto esercizio del libero arbitrio portano la Figura Angelica Vigilante lontano dal Giovane, che assume il controllo del timone della Barca. Però si può vedere che nel dipinto dell’età adulta che l’Angelo Guida non smette di vigilare, nei cieli, benchè in maniera remota, il percorso del Protagonista ormai Adulto; quasi a sottolineare una continuità nell’azione di vigilanza e guida seppur da lontano, ossia dal mondo luminoso cui appartiene.

3)      In Gioventù, con il transito dall’età giovanile all’età adulta, il paesaggio gioioso e pastorale dell’Infanzia, già divenuto più rigoglioso, fantastico e robusto,  si fa man mano decisamente più cupo, oscuro e indeterminato, meno denso di particolari e quasi omogeneo col procedere nel tempo del viaggio del Protagonista. Il controllo del timone nell’Età Adulta viene sostituito da un atteggiamento orante, tra i flutti e le rapide del Fiume della Vita che si intravedono imminenti. In uno squarcio di cielo l’Angelo Guida emanando luce testimonia la sua vigile presenza.

4)      In  Vecchiaia la figura angelica lignea e le Ore sono quasi residui, quasi del tutto scomparsi: il limitato tempo del viaggio, le Ore assegnate, sono quasi del tutto trascorse e la clessidra non appare più: il tempo è finito! Anche il timone sembra residuale ed inutile in acque che, nonostante il paesaggio buio e indistinto, appaiono calme e tranquille. Riappare l’Angelo Guida dinanzi al Protagonista per orientarlo verso un grande squarcio di cielo in cui spunta minuscolo e luminoso nella luce un nuovo Angelo Guida, che evidentemente prenderà in carico il Protagonista per un nuovo ed inimmaginabile Viaggio.



[4]Il Loto, in egizio seshen, era il fiore della Nymphaea considerato sacro per gli Egizi, emblema di rinascita per la sua caratteristica di chiudere la propria corolla sprofondando nell'acqua la sera e di schiuderla riemergendo all'alba orientandola verso la luce del sole (vedi:https://www.google.com/search?q=loto+egiziano&oq=loto+egiziano&aqs=chrome..69i57.10092j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8)

[5] La parola Godspeed, nella lingua inglese, è un augurio di buon viaggio e di buona fortuna ed è una contrazione della frase in Medio inglese God spede (in inglese moderno "May God help you prosper", "Che Dio ti aiuti"). Nella tradizione navale inglese, la frase veniva pronunciata alla partenza delle navi militari, e viene ancora oggi utilizzata durante i lanci dei veicoli spaziali della NASA. Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Godspeed