sabato 21 novembre 2020

ATTENDENDO L’ITER DI CADARACHE SI RIACCENDE L’INTERESSE SULLA FUSIONE NUCLEARE.

Dopo l’ “archiviazione” delle ricerche sulla fusione fredda – maldestramente abbandonate, forse senza aver completamente compreso i motivi dell’imprevedibile ripetibilità del fenomeno, ma riconoscendo (specie in casa nostra) i limiti di caricamento dell’idrogeno (suoi isotopi) nel reticolo di elettrodi metallici quali il palladio – si è puntato tutto sull’ITER in costruzione a Cadarache (Francia): un “ingombrante” progetto internazionale plurimiliardario, adatto solo per installazioni fisse, che non potrà essere pronto per l’avvio sperimentale prima del 2025. Sull'ITER, nonostante le giuste speranze che si nutrono, alcuni scienziati sollevano dubbi per le insufficienti densità del plasma, rispetto a quelle che invece nelle stelle vengono raggiunte naturalmente per gli intensi campi gravitazionali, che sono molto meno intensi sulla Terra di diversi ordini di grandezza. Di fatto, in un momento di transizione energetica dalle fonti fossili alle rinnovabili, gli studi ed i tentativi sulla fusione nucleare hanno ripreso vigore, sebbene le ricerche concrete dovrebbero moltiplicarsi, come auspicabile, poiché se l’impianto di Cadarache non dovesse dare i risultati sperati, il futuro sulla Terra sarebbe certamente più difficile e imporrebbe forti limitazioni con il  ricorso alle rinnovabili soltanto. Il rifiuto del nucleare di pace, indistintamente dal nucleare di guerra, da parte di alcune popolazioni e anche alcune importanti istituzioni transnazionali, non aiuta certo!

La maggior parte delle ricerche odierne sulla fusione nucleare si concentra sui plasmi - gas ionizzati costituiti da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutri - ad alta temperatura, con confinamento  inerziale o magnetico, oppure entrambi combinati insieme. Tuttavia, esiste un altro filone di lavoro, meno noto, basato sull'accelerazione e il confinamento elettrostatico (IEC). Gli studi sulla IEC sembrano concentrarsi su alcuni sistemi specifici quali i metodi e tecnologie di confinamento e l’incapsulamento del combustibile in forme più possibilmente dense, già in partenza.

Esistono almeno due brevetti Italiani sulla fusione  nucleare – uno di essi già rilasciato e un altro in itinere -  sebbene da  sperimentare; ma il mondo politico e della ricerca nostrano, in grado di decidere al riguardo – forse per l’emergenza COVID19 – sembra a tutt’altre faccende affaccendato o forsanche del tutto disinteressato.

Questa energia da fusione nucleare – ove producibile -  è “carbon free and environmentally friendly” e assimilabile a quelle rinnovabili, in quanto sfrutta una risorsa molto abbondante quale l’idrogeno, sebbene attraverso i suoi due isotopi deuterio e  trizio, candidati maggiormente riconosciuti tra i più adatti per processi di fusione nucleare.

È opportuno ricordare che nei processi di fusione nucleare la sezione d'urto σ esprime una quantità adoperata per descrivere il processo d'interazione tra particelle e quantifica la probabilità che una particella si fonda con un’altra, per darne una più pesante, ma con un difetto di massa rispetto alla somma delle masse delle particelle iniziali; ove il difetto di massa risultante nella fusione si trasforma in energia disponibile e/o dissipata. Come criterio generale, si assume che il tasso di fusione di particelle R che ha luogo per unità di volume ed unità di tempo è proporzionale, oltre che ad una costante k, al quadrato del numero delle particelle N e alla sezione d’urto σ delle stesse mediata su tutte le velocità v (dato che la sezione d’urto è funzione anche della velocità della particella solitamente distribuita secondo una distribuzione maxwelliana - vedi esempi in figura).

R = k (N^2) < σ v >

Si può constatare che la densità - strettamente legata al numero di particelle per unità di volume (legge quadratica) - è cruciale ai fini dell'innesco e mantenimento di un elevato numero di reazioni per unità di volume ed unità di tempo. Si può notare anche che nella relazione sopra indicata R non dipende direttamente dalla temperatura, ma le velocità medie (come pure l'intervallo delle velocità) aumentano all'aumentare della temperatura.


 

Quanto sopra è da considerarsi premessa introduttiva per valutare le novità riportate da un recente articolo (vedasi  https://oilprice.com/Alternative-Energy/Nuclear-Power/NASA-Doubles-Down-On-Nuclear-Fusion-Ambitions.html da cui è tratto quanto segue) in cui si sostiene che la NASA ha raddoppiato le proprie ambizioni sulla fusione nucleare. Si afferma in questo articolo che l'interesse della NASA per la fusione nucleare ha ovviamente a che fare con la sua futura strategia di viaggiare verso altri pianeti, anche attraverso le sue alleanze con i partner commerciali. Infatti, l'energia nucleare potrebbe essere la fonte di energia che offre potenza ed efficienza molto maggiori rispetto agli attuali carburanti usati per missili. L'agenzia sembrerebbe anche interessata a condurre energivore operazioni di estrazione e test su pianeti e asteroidi per estrarre acqua, metalli e minerali.

La fusione nucleare, dunque, potrebbe essere la fonte di energia che espande il potenziale della NASA per una maggiore esplorazione spaziale insieme a partner come SpaceX, Boeing e Blue Origin.

Gli analisti energetici tendono a concordare sul fatto che la fusione nucleare dovrà sostituire la fissione nelle centrali elettriche per riportare un maggiore sostegno al nucleare come fonte di energia pulita. La sfida in questo caso sarà accelerare il processo di sviluppo e ridurre gli enormi costi per portare la fusione in linea con l'avvicinarsi dei mandati sui cambiamenti climatici. Un progetto di ricerca della NASA potrebbe offrire un percorso per rendere commerciale la fusione nucleare.

La novità riportata nell’articolo sopracitato afferma anche che l'agenzia spaziale ha diffuso i risultati dei test di "confinamento reticolare", che potrebbe trasformare la scala di produzione e ridurre i costi per l'energia da fusione nucleare tanto attesa. Potrebbe essere in grado di rimuovere, o almeno ridurre, una barriera chiave che ha impedito per anni alla fusione di essere pienamente dispiegata.

Il su accennato metodo di confinamento reticolare della NASA – che qui sembra ricordare molto da vicino il caricamento di idrogeno negli elettrodi di palladio di cui si è parlato sopra nella fusione fredda – consentirebbe all'energia cinetica a livello di fusione di “riunirsi” a temperatura ambiente (guarda caso!). Ossia, le condizioni sufficienti per la fusione vengono create all'interno del reticolo metallico tenuto a temperatura ambiente. Il reticolo metallico viene caricato con combustibile deuterio e, attraverso il nuovo metodo di confinamento del reticolo, crea un ambiente energetico all'interno del reticolo stesso in cui gli atomi possono acquisire energie cinetiche a livello di fusione equivalenti.

Ma la vera novità che si rileva dall'articolo citato appare essere la seguente.

Una delle chiare differenze con la reazione di fusione a confinamento magnetico - che è la metodologia principale che sta guadagnando sostegno nella comunità della fusione - consiste nell'essere notevolmente più "densa", che è requisito attraverso cui la reazione può essere innescata. Un metallo come l'erbio (numero atomico 68, simbolo Er. ; un elemento delle terre rare che ha un aspetto argenteo metallico e fonde a 1529°C) può essere caricato con atomi di deuterio, imballando il combustibile un miliardo di volte più denso che nei reattori a fusione a confinamento magnetico (tokamak). Il nuovo metodo "riscalda" o accelera i deuteroni in modo tale da provocare reazioni di fusione D-D (deuterio-deuterio) in caso di collisione con un deuterone vicino.

La fusione a confinamento reticolare è stata segnalata all'inizio di quest'anno da un team di scienziati con sede presso il Glenn Research Center della NASA a Cleveland.

In definitiva se le notizie rispondono a realtà si ha: alta densità, a temperatura ambiente (o comunque bassa rispetto agli altri sistemi), confinamento nel reticolo del materiale metallico.

Non si è avuto modo di procedere ad una verifica delle informazioni e risultati qui ripresi e riportati dall'articolo citato, ma certamente è vero che va necessariamente riaprendosi un po' ovunque nel mondo occidentale l’interesse per la fusione nucleare, al fine di produrre una nuova e praticamente inesauribile fonte di energia.

venerdì 6 novembre 2020

ALCUNE APPLICAZIONI PER LA MATEMATICA A PORTATA DI CLICK - UTILI IN TEMPI DI LOCKDOWN E NON SOLO

 In tempi di lockdown, in particolare per chi ancora studia, gli ausili per la matematica non mancano, sempre che ci sia buona volontà. Questa vuole essere una semplice illustrazione di alcuni di tali possibili ausili e dei link dove essi sono reperibili, per chi fosse interessato.

1)      GEOGEBRA : https://www.geogebra.org/download che offre le seguenti  App :


 

2)      CALCME: https://calcme.com/a   (schermata online come segue)


 

3)      WOLFRAM ALFA : https://www.wolframalpha.com/


WOLFRAM-ALFA  offre anche alcuni dei suoi interessanti tutor,  pacchetti collegati (per es. Linear Algebra Course Assistant; Calculus Course Assistant; Multivariable Calculus Course Assistant; Statistics Course Assistant), che sono scaricabili da Microsoft Store per qualche decina di euro complessivamente. Dallo stesso Microsoft Store sono per esempio scaricabili gratuitamente (o quasi) altre applicazioni quali una applicazione per l’analisi di funzioni di una sola variabile (molto adatta per licei scientifici e primo anno di università), un Mathematics Toolkit, un Mathematics Calculator.

 

4)      Grafica tridimensionale, per punti

https://technology.cpm.org/general/3dgraph/

 

5)      Grafica tridimensionale, nota la funzione

http://math.loyola.edu/~loberbro/matlab/html/Plot3Dsurfaces.html#12  +++

https://academo.org/demos/3d-surface-plotter/

https://www.monroecc.edu/faculty/paulseeburger/calcnsf/CalcPlot3D/

 

Un riepilogo di altri e più complessi computer algebra systems (CAS) , gratuiti o a pagamento, si può trovare al seguente link: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_computer_algebra_systems .

Per una più dettagliata illustrazione si rimanda a http://www.aice-it.org/it/articles/780-rivoluzione-digitale-e-applicazioni-informatiche-per-la-professione

domenica 1 novembre 2020

L'informazione non può scomparire! Il paradosso più famoso della fisica sta per finire?

 Un articolo "The Most Famous Paradox in Physics Nears Its End” (Il paradosso più famoso della fisica sta per finire) è stato  pubblicato da Quantamagazine (https://www.quantamagazine.org/) ed è reperibile in originale al link https://www.quantamagazine.org/the-black-hole-information-paradox-comes-to-an-end-20201029/ con il seguente occhiello riassuntivo:

“In una serie fondamentale di calcoli, i fisici hanno dimostrato che i buchi neri possono diffondere informazioni, il che sembra impossibile per definizione. Il lavoro sembra risolvere un paradosso che Stephen Hawking descrisse per la prima volta cinquant'anni fa”.

Uno dei passaggio più singolari dell’articolo è il seguente:

“Ma quasi tutti sembrano essere d'accordo su una cosa. In un modo o nell'altro, lo stesso spazio-tempo sembra cadere a pezzi in un buco nero, il che implica che lo spazio-tempo non è il livello radice della realtà, ma una struttura emergente da qualcosa di più profondo. Sebbene Einstein concepisse la gravità come la geometria dello spazio-tempo, la sua teoria implica anche la dissoluzione dello spazio-tempo, motivo per cui l'informazione può sfuggire alla sua prigione gravitazionale”.

I seguenti grafici riportati nell'articolo, ne facilitano la comprensione.




Commenti ed Interrogativi:

1) Sembra quasi darsi per scontato che:

- lo spazio tempo si frantumi, come se esso stesso fosse un "reticolo materiale" (che peraltro è in grado di imbrigliare l'informazione?); 

- l'entropia ad un certo punto diminuisca e si annulli (solo sottrazione di calore attraverso radiazione di Hawking?);

- tutta l'informazione sia immateriale (per es. come il pensiero, che tale è? Il DNA anche è informazione, ma ha bisogno di un supporto materiale!) e quindi non soggetta alle leggi relativistiche della gravità.

2) Nonostante la Fisica Teorica (attraverso la Matematica) possa rendere ragionevoli tali ipotesi o anche giustificarle, non occorrerebbe una conferma sperimentale per averne certezza e quindi farne vera Scienza? 

3) Leggendo l’articolo non si può far a meno di pensare alle tradizioni orientali che parlano di un “archivio akashico”, il cosiddetto Registro della Vita, deposito universale di ogni conoscenza e informazione.  Ma, non solo su questo vaga la mente del lettore che scandaglia ipotesi. Infatti, assumendo come vere alcune affermazioni riportate nell’articolo, sembra si vada configurando tra “fantasiose ipotesi” che la mente insegue alla ricerca del Vero, una rete costituita dai nuclei attivi di galassie (AGN) a guisa di depositi di informazioni e conoscenze “locali”, destinata a produrre su impensabili scale temporali e spaziali, attraverso un “crunch” finale, un tale archivio. Ciò ripropone l’interrogativo sulla conoscenza che gli umani ritengono di possedere essi stessi, localizzata apparentemente nei propri apparati mentali, senza prendere in considerazione la possibilità che tale conoscenza possa essere localizzata altrove e resa accessibile agli umani in determinate condizioni fisiche e mentali.

sabato 15 agosto 2020

THE VOYAGE OF LIFE di Thomas Cole

The Voyage of Life è una suggestiva e allegorica serie di quattro dipinti di Thomas Cole[1] con cui l’Autore ripercorre il viaggio di un simbolico Protagonista lungo il "Fiume della vita".

<< Thomas Cole (Bolton1º febbraio 1801 – Catskill11 febbraio 1848) è stato un pittore statunitense di origine inglese.

Viene considerato il fondatore della Hudson River School, movimento artistico americano che fiorì nella metà del XIX secolo. La Hudson River School, così come gli stessi lavori di Thomas Cole, è nota per i realistici e dettagliati ritratti del paesaggio e della natura americani, che utilizzano temi del Romanticismo e del Naturalismo. Nella pittura di Thomas Cole non mancano i temi allegorici o simbolici (The Architect's Dream, la serie The Voyage of Life), biblici e religiosi (The Garden of Eden, la serie The Cross and the World Study), storici (The DepartureThe ReturnThe Past, la serie The Course of the Empire), mitologici (Prometheus Bound).>>[2]

 

SINTESI

 

Original English Version [3]

Traduzione in Italiano

 

Cole's renowned four-part series traces the journey of an archetypal hero along the "River of Life." Confidently assuming control of his destiny and oblivious to the dangers that await him, the voyager boldly strives to reach an aerial castle, emblematic of the daydreams of "Youth" and its aspirations for glory and fame. As the traveler approaches his goal, the ever-more-turbulent stream deviates from its course and relentlessly carries him toward the next picture in the series, where nature's fury, evil demons, and self-doubt will threaten his very existence. Only prayer, Cole suggests, can save the voyager from a dark and tragic fate.

From the innocence of childhood, to the flush of youthful overconfidence, through the trials and tribulations of middle age, to the hero's triumphant salvation, The Voyage of Life seems intrinsically linked to the Christian doctrine of death and resurrection. Cole's intrepid voyager also may be read as a personification of America, itself at an adolescent stage of development. The artist may have been issuing a dire warning to those caught up in the feverish quest for Manifest Destiny: that unbridled westward expansion and industrialization would have tragic consequences for both man and nature.

 

 

 

More information on this painting can be found in the Gallery publication American Paintings of the Nineteenth Century, Part I, pages 95-108, which is available as a free PDF at https://www.nga.gov/content/dam/ngaweb/research/publications/pdfs/american-paintings-19th-century-part-1.pdf

 

La famosa serie in quattro parti di Cole ripercorre il viaggio di un eroe archetipico lungo il "Fiume della vita". Assumendo con sicurezza il controllo del proprio destino e ignaro dei pericoli che lo attendono, il viaggiatore si sforza coraggiosamente di raggiungere un castello aereo, emblematico dei sogni ad occhi aperti della "Giovinezza" e delle sue aspirazioni di gloria e fama. Mentre il viaggiatore si avvicina al suo obiettivo, il flusso sempre più turbolento devia dal suo corso e lo porta inesorabilmente verso il prossimo quadro della serie, dove la furia della natura, i demoni malvagi e l'insicurezza minacceranno la sua stessa esistenza. Solo la preghiera, suggerisce Cole, può salvare il viaggiatore da un destino oscuro e tragico.

Dall'innocenza dell'infanzia, al flusso dell'eccessiva sicurezza giovanile, attraverso le prove e le tribolazioni della mezza età, alla salvezza trionfante dell'eroe, Il viaggio della vita sembra intrinsecamente legato alla dottrina cristiana della morte e della risurrezione. L'intrepido viaggiatore di Cole può anche essere letto come una personificazione dell'America, essa stessa in una fase di sviluppo adolescenziale. L'artista potrebbe aver lanciato un terribile avvertimento a coloro che sono coinvolti nella febbrile ricerca del destino manifesto: che l'espansione e l'industrializzazione sfrenata verso ovest avrebbero avuto conseguenze tragiche sia per l'uomo che per la natura.

 

Ulteriori informazioni su questo dipinto sono disponibili nella pubblicazione della Gallery American Paintings of the Nineteenth Century, Part I, pagine 95-108, disponibile come PDF gratuito su https://www.nga.gov/content/dam/ngaweb /research/publications/pdfs/american-paintings-19th-century-part-1.pdf

 

 

ANALISI

An excerpt from pages 95-108 of the above mentioned PDF

(Original English Version)

Un estratto dalle pagine 95-108 del PDF sopra citato (Traduzione in Italiano)

 

FIRST PICTURE: CHILDHOOD

A stream is seen issuing from a deep cavern, in the side of a craggy and precipitous mountain, whose summit is hidden in clouds. From out the cave glides a Boat, whose golden prow and sides are sculptured into figures of the Hours: steered by an Angelic Form, and laden with buds and flowers, it bears a laughing Infant, the Voyager whose varied course the artist has attempted to delineate. On either hand the banks of the stream are clothed in

luxuriant herbage and flowers. The rising sun bathes the mountains and the flowery banks in rosy light. The dark cavern is emblematic of our earthly origin, and the mysterious Past. The Boat, composed of Figures of the Hours, images the thought, that we are borne on the hours down the Stream of Life. The Boat identifies the subject in each picture. The rosy light of the morning, the luxuriant flowers and plants, are emblems of the

joyousness of early life. The close banks, and the limited scope of the scene, indicate the narrow experience of Childhood, and the nature of its pleasures and desires. The Egyptian Lotus in the foreground of the picture is symbolical of Human Life. Joyousness and wonder are the characteristic emotions of childhood.

 

SECOND PICTURE: YOUTH

The stream now pursues its course through a landscape of wider scope and more diversified beauty. Trees of rich growth overshadow its banks, and verdant hills form the base of lofty mountains. The Infant of the former scene is become a Youth, on the verge of Manhood. He is now alone in the Boat, and takes the helm himself; and in an attitude of confidence and eager expectation, gazes on a

cloudy pile of Architecture, an air-built Castle that rises dome above dome in the far-off blue sky.

The Guardian Spirit stands upon the bank of the stream, and with serious yet benignant countenance seems to be bidding the impetuous voyager ‘God Speed.’

The beautiful stream flows directly toward the aerial palace, for a distance; but at length makes a sudden turn, and is seen in glimpses beneath the trees, until it at last descends with rapid current into a rocky ravine, where the voyager will be found

in the next picture.

Over the remote hills, which seems to intercept the stream and turn it from its hitherto direct course, a path is dimly seen, tending directly toward that cloudy Fabric, which is the object and desire of the voyager.

The scenery of this picture—its clear stream, its lofty trees, its towering mountains, its unbounded distance, and transparent atmosphere—figure forth the romantic

beauty of youthful imaginings, when the mind magnifies the Mean and Common into the Magnificent, before experience teaches what is the Real. The gorgeous cloudbuilt palace, whose most glorious domes seem yet but half revealed to the eye, growing more and more lofty as we gaze, is emblematic of the day-dreams of youth, its aspirations after glory and fame; and the dimly-seen path would intimate that Youth, in his impetuous career, is forgetful that he is embarked on the Stream of Life, and that its current sweeps along with resistless force, and increases in swiftness as it descends toward the great Ocean

of Eternity.

 

THIRD PICTURE: MANHOOD

Storm and cloud enshroud a rugged and dreary landscape. Bare impending precipices rise in the lurid light. The swollen stream rushes furiously down a dark ravine, whirling and foaming in its wild career, and speeding toward the Ocean, which is dimly seen through the mist and falling rain. The boat is there, plunging amid the turbulent waters. The voyager is now a man of middle age: the helm of the boat is gone, and he looks imploringly toward heaven, as if heaven's aid alone could save him from the perils that surround him. The Guardian

Spirit calmly sits in the clouds, watching with an air of solicitude the affrighted voyager. Demon forms are hovering in the air. Trouble is characteristic of the period of Manhood. In Childhood there is no cankering care; in Youth no despairing thought. It is only when experience has taught us the realities of the world, that we lift from our eyes the golden veil of early life; that we feel deep and abiding sorrow;

and in the picture, the gloomy, eclipse-like tone, the

conflicting elements, the trees riven by tempest, are the allegory; and the Ocean, dimly seen, figures the end of life, to which the voyager is now approaching. The demon forms are Suicide, Intemperance, and Murder, which are the temptations that beset men in their direst trouble. The upward and imploring look of the voyager,

shows his dependence on a Superior Power, and that faith saves him from the destruction that seems inevitable.

 

 

FOURTH PICTURE: OLD AGE

Portentous clouds are brooding over a vast and midnight Ocean. A few barren rocks are seen through the gloom— the last shores of the world. These form the mouth of the river, and the boat, shattered by storms, its figures of the hours broken and drooping, is seen gliding over deep waters.

Directed by the Guardian Spirit, who thus far has accompanied him unseen, the voyager, now an old man, looks upward to an opening in the clouds, from whence a glorious light bursts forth, and angels are seen descending

the cloudy steps, as if to welcome him to the Haven of Immortal Life.

The stream has now reached the Ocean, to which all life is tending. The world, to Old Age, is destitute of interest. There is no longer any green thing upon it. The broken and drooping figures of the boat show that Time is nearly ended. The chains of corporeal existence are falling away; and already the mind has glimpses of Immortal Life. The angelic Being, of whose presence until now the voyager has been unconscious, is revealed to him, and with a countenance beaming with joy, shows to his wondering gaze scenes such as the eye of mortal man has never yet seen.

 

PRIMO QUADRO: INFANZIA

Si vede un ruscello che esce da una profonda caverna, a lato di una montagna ripida e scoscesa, la cui cima è nascosta nelle nuvole. Dalla caverna scivola una Barca, la cui prua e fianchi dorati sono scolpiti in figure di Ore: guidata da una Forma Angelica e carica di gemme e fiori, porta un Bambino che ride, il Viaggiatore il cui variegato percorso l'artista ha cercato di delineare. Su entrambi i lati le rive del torrente sono rivestite di piante e fiori rigogliosi. Il sole nascente bagna le montagne e le rive fiorite in una luce rosea. La caverna oscura è emblematica della nostra origine terrena, e il misterioso Passato. La Barca, composta da figure delle Ore, immaginifica il pensiero secondo cui siamo nati nelle precedenti ore lungo il Fiume della Vita. La Barca  identifica il soggetto in ogni immagine. La luce rosea del mattino, i fiori e le piante rigogliose, sono emblemi della gioia dei primi anni di vita. Le rive vicine e quel  limitato ambito della scena, indicano la stretta esperienza dell'Infanzia e la natura dei suoi piaceri e desideri. Il Loto Egizio[4] in primo piano nel quadro è simbolico della Vita Umana. Gioia e meraviglia sono le emozioni caratteristiche dell'infanzia.

 

 

SECONDO QUADRO: GIOVENTU’(GIOVINEZZA)

Il fiume ora prosegue il suo corso attraverso un paesaggio di più ampia portata e più diversificata bellezza. Alberi dalla ricca crescita ombreggiano le sue rive e le colline verdeggianti formano la base di alte montagne. L'Infante della scena precedente è diventato un Giovane, sull'orlo della Virilità. Adesso egli è da solo nella Barca, e prende lui stesso il timone; e in un atteggiamento di fiducia e di impaziente aspettativa, intravede su un mucchio  nebuloso  Architetturale, un castello aereo che si erge cupola sopra cupola nel lontano cielo azzurro.

Lo Spirito Guardiano sta sulla riva del fiume, e con serietà eppure un aspetto benevolo sembra voler augurare all’impetuoso viaggiatore ‘Buon Viaggio’[5].

Il bellissimo ruscello scorre direttamente verso il palazzo aereo, per una certa distanza; ma alla fine fa una svolta improvvisa e si vede di sfuggita sotto gli alberi, finché alla fine discende con una corrente rapida in un burrone roccioso, dove si troverà il viaggiatore nel dipinto successivo.

Sulle colline remote, che sembrano intercettare il flusso e girarlo nella loro direzione, si vede vagamente un sentiero, che tende direttamente verso quella Costruzione tra le nuvole, che è l'oggetto e il desiderio del viaggiatore.

Lo scenario di questa immagine - il suo fiume limpido, i sui alti alberi, le sue montagne imponenti, la sua sconfinata distanza, e un'atmosfera trasparente, raffigurano la romantica bellezza delle immaginazioni giovanili, quando la mente ingrandisce il Medio e il Comune nel Magnifico, prima che l'esperienza

insegni cos'è il Reale. Lo splendido palazzo fatto di nuvole, le cui cupole più gloriose sembrano ancora rivelata allo sguardo per metà, diventando sempre più alte mentre guardiamo, è emblematico dei sogni ad occhi aperti della giovinezza, delle sue aspirazioni dopo la gloria e la fama; e il sentiero oscuro vorrebbe intimare che la Giovinezza, nella sua impetuosa carriera, è dimentica di essere imbarcata nel Fiume della Vita, e che la sua corrente spazza via con forza irresistibile e aumenta con rapidità mentre scende verso il grande Oceano dell'Eternità.

 

 

TERZO QUADRO: VIRILITA’ (ETA’ ADULTA)

Tempeste e nuvole avvolgono un paesaggio aspro e tetro. Nudi precipizi incombenti si alzano nella luce cupa. Il torrente gonfio scorre furiosamente giù per un burrone oscuro, vorticando e schiumando nella suo selvaggio procedere incontrollato, e accelerando verso l'Oceano, che si vede vagamente attraverso la nebbia e la pioggia che cade. La barca è lì, che si tuffa in mezzo alle acque turbolente. Il viaggiatore è ora un uomo di mezza età: il timone della barca è andato, ed egli guarda implorante verso il cielo, come se solo l'aiuto del cielo potesse salvare lui dai pericoli che lo circondano. Lo spirito guardiano siede con calma tra le nuvole, guardando con aria di sollecitudine

il viaggiatore spaventato. Le forme dei demoni sono sospese nell'aria. I guai sono caratteristici del periodo della Virilità. Nell'Infanzia non ci sono cure per il cancro; in Gioventù nessun pensiero disperato. È solo quando l'esperienza ci ha insegnato le realtà del mondo, che solleviamo dai nostri occhi il velo d'oro dei primi anni di vita; che proviamo un dolore profondo e duraturo; e nel quadro, il tono cupo, simile a un'eclissi, gli elementi contrastanti, gli alberi lacerati dalla tempesta, sono l’allegoria; e l'Oceano, visto vagamente, rappresenta la fine di vita, alla quale il viaggiatore si sta ora avvicinando. Le demoniache forme sono il suicidio, l'intemperanza e l'omicidio, quali sono le tentazioni che assalgono gli uomini nelle loro peggiore situazioni di guaio. Lo sguardo in alto e implorante del viaggiatore, mostra la sua dipendenza da un Potere Superiore e quella fede lo salva dalla distruzione che sembra inevitabile.

 

QUARTO QUADRO: VECCHIAIA

Nuvole portentose stanno meditando su un  vasto  Oceano di mezzanotte. Alcune rocce aride si vedono attraverso l'oscurità - le ultime sponde del mondo. Queste formano la bocca del fiume, e la barca, distrutta dalle tempeste, le sue figure di ore spezzate e cadenti, si vede scivolare su acque profonde.

Diretto dallo Spirito Guardiano, che finora lo accompagnava invisibile da così lontano, il viaggiatore, ormai vecchio, guarda in alto verso un'apertura tra le nuvole, da cui irrompe una luce gloriosa e si vedono gli angeli scendere i passaggi nuvolosi, come per accoglierlo al Rifugio di Vita Immortale. Il flusso ha ora raggiunto l'Oceano, verso cui tutta la vita tende. Il mondo, alla Vecchiaia, è privo di interessi. Non c'è più niente di verde su di esso. Le figure spezzate e cadenti della barca mostrano che il Tempo è quasi finito. Le catene dell'esistenza corporea stanno cadendo via; e già la mente ha scorci di Vita Immortale. L'Essere angelico, della cui presenza fino a ora il viaggiatore è stato incosciente, viene rivelato lui, e con un'espressione raggiante di gioia, mostra al suo sguardo meravigliato scene che l'occhio dell'uomo mortale non ha mai ancora visto.

 

Un altro “modo di vedere” Particolari meritevoli di Attenzione

1)      E’ significativo notare (anche dal punto di vista dell’allegoria e del simbolismo che esprime tutto l’insieme della serie di dipinti) come nel primo quadro, relativo all’Infanzia, la Barca – ossia l’apparato che consente il Viaggio sul Fiume della Vita - conservi uno scafo sormontato a prua da una apparentemente lignea figura angelica con una clessidra prominente nelle mani tese,  nonchè fianchi ornati da più figure delle Ore (di analoga fattezza angelica e lignea), che insieme delineano il limitato ambito temporale in cui si svolge la vicenda umana del Protagonista, soggetto al Tempo . A poppa, in vece dell’infante, il vero Angelo gestisce il timone (cosa che non accade più nelle scene successive); così l’infante può allietarsi ed esprimere la sua gioia attraverso germogli e fiori che mostra a braccia aperte nel passaggio. Nei quadri successivi l’Angelo, non solo non è più alla guida della Barca, ma addirittura lascia chiaramente il Protagonista già nella Gioventù - allorquando egli assume direttamente la gestione del timone - per tornare da poi da lui solo in Vecchiaia. E’ perciò ragionevole pensare che l’assenza dell’Angelo, a partire dall’età della ragione, stia a sottolineare l’autonomia del Protagonista nelle sue scelte attraverso il Libero Arbitrio.

2)      In Gioventù, l’autonomia nelle scelte e il presunto esercizio del libero arbitrio portano la Figura Angelica Vigilante lontano dal Giovane, che assume il controllo del timone della Barca. Però si può vedere che nel dipinto dell’età adulta che l’Angelo Guida non smette di vigilare, nei cieli, benchè in maniera remota, il percorso del Protagonista ormai Adulto; quasi a sottolineare una continuità nell’azione di vigilanza e guida seppur da lontano, ossia dal mondo luminoso cui appartiene.

3)      In Gioventù, con il transito dall’età giovanile all’età adulta, il paesaggio gioioso e pastorale dell’Infanzia, già divenuto più rigoglioso, fantastico e robusto,  si fa man mano decisamente più cupo, oscuro e indeterminato, meno denso di particolari e quasi omogeneo col procedere nel tempo del viaggio del Protagonista. Il controllo del timone nell’Età Adulta viene sostituito da un atteggiamento orante, tra i flutti e le rapide del Fiume della Vita che si intravedono imminenti. In uno squarcio di cielo l’Angelo Guida emanando luce testimonia la sua vigile presenza.

4)      In  Vecchiaia la figura angelica lignea e le Ore sono quasi residui, quasi del tutto scomparsi: il limitato tempo del viaggio, le Ore assegnate, sono quasi del tutto trascorse e la clessidra non appare più: il tempo è finito! Anche il timone sembra residuale ed inutile in acque che, nonostante il paesaggio buio e indistinto, appaiono calme e tranquille. Riappare l’Angelo Guida dinanzi al Protagonista per orientarlo verso un grande squarcio di cielo in cui spunta minuscolo e luminoso nella luce un nuovo Angelo Guida, che evidentemente prenderà in carico il Protagonista per un nuovo ed inimmaginabile Viaggio.



[4]Il Loto, in egizio seshen, era il fiore della Nymphaea considerato sacro per gli Egizi, emblema di rinascita per la sua caratteristica di chiudere la propria corolla sprofondando nell'acqua la sera e di schiuderla riemergendo all'alba orientandola verso la luce del sole (vedi:https://www.google.com/search?q=loto+egiziano&oq=loto+egiziano&aqs=chrome..69i57.10092j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8)

[5] La parola Godspeed, nella lingua inglese, è un augurio di buon viaggio e di buona fortuna ed è una contrazione della frase in Medio inglese God spede (in inglese moderno "May God help you prosper", "Che Dio ti aiuti"). Nella tradizione navale inglese, la frase veniva pronunciata alla partenza delle navi militari, e viene ancora oggi utilizzata durante i lanci dei veicoli spaziali della NASA. Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Godspeed



sabato 25 luglio 2020

Determinismo e Libero Arbitrio: un dibattito radicato nella Storia e Filosofia della Scienza


·         Determinismo e Libero Arbitrio:

In fisica il determinismo meccanicistico è il principio secondo il quale, in base alla formulazione matematica della meccanica classica, l'evoluzione temporale di un sistema è completamente determinata quando si conoscano a un dato istante t1 posizioni e velocità di tutti i suoi punti. In tal modo, per effetto di una causa nota è sempre possibile conoscere posizione e velocità di tutti quei punti anche in ogni istante t2 successivo; cosa che può essere estesa a tutti gli istanti che seguono nel tempo. In definitiva il determinismo indica quella concezione per cui in natura nulla avviene per caso, invece tutto accade secondo rapporti di causa effetto e quindi per necessità.

Si può così affermare che il determinismo è una concezione filosofica (filosofia della scienza) a carattere accentuatamente meccanicistico, secondo la quale ogni fenomeno o evento del presente è necessariamente determinato da un fenomeno o evento accaduto nel passato.
Immediatamente, intorno al concetto di determinismo è sorto un dibattito che vede opposto il concetto di libertà; opposizione secondo cui in un mondo strettamente causale, ossia determinato da una sequenza di cause-effetti, non vi può essere spazio per il libero arbitrio.

Uno dei primi scienziati ed epistemologi moderni ad occuparsi, suscitare ed alimentare questo dibattito è stato Karl Max Planck (1858-1947), fondatore della moderna fisica quantistica. Egli è stato fra i primi a porsi il problema del rapporto tra la fisica classica e la nuova fisica quantistica.

Sulla delicata questione del determinismo egli afferma che se dall’esterno il mondo appare come legato da un rapporto di causa, da un punto di vista interno, soggettivo, la volontà appare libera. Quindi c’è il determinismo per il passato e la libertà per il futuro” (M. Planck, La conoscenza del mondo fisico, trad. di E. Persico e A. Gamba, Boringhieri, Torino, 1964, pagg. 326-327). Al riguardo vedasi ad es. il seguente link:

Secondo il risultato delle nostre ricerche, l'opposizione fra una rigorosa causalità e il libero arbitrio è soltanto una difficoltà apparente che si basa sulla formulazione del problema. Quindi la risposta alla domanda se la volontà sia legata o no alla causalità, suona in modo diverso secondo il punto di partenza che si è scelto per la considerazione. Da un punto di vista esterno, oggettivo, la volontà è legata causalmente; da un punto di vista interno, soggettivo, la volontà è libera. In altre parole: una volontà esterna è legata causalmente, e ogni azione volontaria di un altro uomo si può – almeno in linea di principio, e quando si abbia una conoscenza sufficientemente precisa delle condizioni iniziali – determinare come conseguenza necessaria in tutte le sue particolarità per mezzo della legge di causalità. Quanto questo programma possa essere portato avanti, è soltanto una questione di intelligenza dell'osservatore. Al contrario, la propria volontà è comprensibile causalmente soltanto per le azioni passate, ma è libera per quanto riguarda le azioni future. È impossibile dedurre il comportamento futuro razionalmente dalle circostanze presenti e dagli influssi dell'ambiente, anche da parte di una intelligenza superiore [...].
Le nostre considerazioni ci hanno condotto ad affermare che la trattazione causale vien meno proprio nel punto in cui sarebbe più importante per la nostra vita. Nessuna scienza, nessuna autoconoscenza ci spiega come dobbiamo comportarci in una data situazione. Qui noi abbiamo bisogno di un'altra guida, di una guida che non si basi sulla nostra intelligenza, ma che agisca direttamente sulla nostra volontà, facendoci vedere in ogni situazione la direzione da seguire per le nostre azioni. Qui, a colmare il vuoto lasciato dalla scienza, si presenta come completamento necessario l'etica. Essa aggiunge al “sei costretto” causale il “devi” morale; essa pone accanto alla pura conoscenza il giudizio, che è estraneo a ogni considerazione scientifica causale.” (Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati, Milano, 1991, vol. IV, pagg. 851-852)

Alla ricerca di come poter mettere d’accordo la coscienza viva della nostra libertà, che ci rende pienamente responsabili delle nostre azioni, con la convinzione della necessità causale di tutti gli avvenimenti, Planck riflette sull’eterna tensione che si crea fra determinismo e libero arbitrio in due saggi. Questi saggi sono stati peraltro raccolti e presentati di recente dal francescano Paolo Benanti in un unico  volume intitolato Libero Arbitrio (vedi http://www.castelvecchieditore.com/prodotto/libero-arbitrio/). Il primo di detti saggi, Legge di causalità e libero arbitrio, è il testo di un discorso pronunciato all’Accademia prussiana delle scienze il 17 febbraio 1923; il secondo, Sulla natura del libero arbitrio, è una prolusione tenuta nella sede di Lipsia della Società filosofica tedesca il 27 novembre 1936. Come sottolinea Benanti, emerge da queste pagine non solo il fisico che cerca di spiegare i fenomeni della natura, ma anche l’epistemologo e il filosofo che scandaglia gli abissi dell’animo umano, in un mondo ormai privo di certezze.
Un più ampio completamento e aggiornato scorcio su questi temi dibattuti secondo tendenze contemporanee è reperibile in rete nella tesi di dottorato: “Il dibattito sul libero arbitrio nell’ambito della filosofia analitica contemporanea” al seguente link : http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/6540/955903-1165730.pdf?sequence=2 . Da essa si trae la sequente citazione:
".....Popper (1972: 222)..... dice che «il determinismo fisico … è un incubo perché asserisce che il mondo intero, con tutto ciò che contiene, è un enorme meccanismo e che noi nulla siamo se non piccoli ingranaggi o, al massimo, piccoli sotto–meccanismi». La volontà, secondo questo punto di vista, deve in qualche modo sfuggire alla catena causale.

·         Il Superdeterminismo ripensato

Un recentissimo paper scientifico dal titolo Rethinking Superdeterminism, disponibile al link  seguente https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphy.2020.00139/full e la traduzione dell’Abstract, che ne riassume i contenuti,  è la seguente:

La meccanica quantistica ha infastidito i fisici sin dalla sua concezione più di 100 anni fa. Mentre alcuni dei dubbi, come per esempio il non essere intuitiva, sono puramente estetici, la meccanica quantistica ha un grave difetto: manca di  una descrizione fisica del processo di misurazione. Questo "problema di misurazione" indica che la meccanica quantistica è almeno una teoria incompleta - buona per quanto va, ma manca un pezzo - o, più radicalmente, ha bisogno di una revisione completa. Qui descriviamo un approccio che può fornire questo completamento o sostituzione ricercati: il Superdeterminismo. Una teoria superdeterministica è una teoria che viola il presupposto dell'indipendenza statistica (ossia, che le distribuzioni di variabili nascoste sono indipendenti dalle impostazioni di misurazione). L'intuizione suggerisce che l'indipendenza statistica è un ingrediente essenziale di qualsiasi teoria della scienza (non importa la fisica), e per questo motivo il superdeterminismo viene in genere scartato rapidamente in qualsiasi discussione sui fondamenti quantistici. Lo scopo di questo articolo è spiegare perché le obiezioni esistenti al superdeterminismo si basano sull'esperienza con la fisica classica e i sistemi lineari, ma che questa esperienza ci inganna. Il superdeterminismo è un approccio promettente non solo per risolvere il problema di misurazione, ma anche per comprendere l'apparente non località della fisica quantistica. Soprattutto, discuteremo di come sia possibile testare questa ipotesi in un modo (quasi) indipendente dal modello.”

Questa proposta sembra destinata a riaccendere ed approfondire non solo il (vero o apparente) dibattito mai sopito intorno alla vecchia opposizione tra determinismo e libero arbitrio, ma anche intorno a fondamenti della fisica teorica e sperimentale. In una qualsiasi situazione sperimentale l’insieme costituito dall’apparato di osservazione più osservatore è riconosciuto come portatore di variabili indipendenti, ossia dotato di libera scelta.

Ma vediamo cosa si rileva al riguardo nel paper proposto in alcuni dei suoi punti :

“Il superdeterminismo è spesso riconosciuto come una scappatoia sperimentalmente non chiusa (vedi ad esempio [2]) con la quale si può spiegare in modo deterministico le violazioni osservate della disuguaglianza di Bell. Tuttavia, per una serie di ragioni, molti fisici pensano che il superdeterminismo sia un no-starter (n.d.a.nessuna possibilità  di essere efficace). Per esempio, sostengono che il superdeterminismo trasformerebbe gli sperimentatori in zombi senza cervello, incapaci di configurare liberamente i loro apparati sperimentali. Un argomento simile afferma che il superdeterminismo implica l'esistenza di cospirazioni non plausibili tra quelli che altrimenti verrebbero considerati processi indipendenti. In alternativa, sembrerebbe portare a cause che si propagano all'indietro nel tempo. Soprattutto, si sostiene, il superdeterminismo minerebbe fatalmente la nozione di scienza come obiettivo perseguito. In breve, il superdeterminismo è ampiamente considerato morto tra i flutti.
…………
La caratteristica più distintiva delle teorie superdeterministiche è che violano l'indipendenza statistica.
.........
Pertanto, non dovremmo interpretare l'indipendenza statistica come un'affermazione sulle proprietà del mondo reale, ma capirla come un'ipotesi matematica del modello con cui abbiamo a che fare.
........
In sintesi, l'indipendenza statistica non è qualcosa che può essere testato direttamente dall'osservazione o dall'esperimento perché attinge implicitamente situazioni controfattuali, possibilità matematiche che non osserviamo e che, a seconda del modello o della teoria, possono o meno esistere.
………..
Il presupposto dell'indipendenza statistica è spesso definito come "scelta libera", poiché può essere interpretato nel senso che lo sperimentatore è libero di scegliere l'impostazione di misurazione indipendentemente dal valore delle variabili nascoste. Ciò ha avuto l'effetto di antropomorfizzare quella che è semplicemente un'ipotesi matematica di un'ipotesi scientifica. Diamo quindi un'occhiata alla relazione tra l'indipendenza statistica e i processi fisici che sono alla base della libera scelta o della libera volontà in generale.”
………….
Chiaramente, le leggi della natura sono un vincolo che può impedirci di fare ciò che vogliamo fare. Per avere il libero arbitrio, quindi, è necessario usare la nozione compatibilista del libero arbitrio, anche se si considera fondamentale la meccanica quantistica nella sua forma attuale. Il libero arbitrio è quindi solo un riflesso del fatto che nessuno può dire in anticipo quali decisioni prenderemo.”

·         Rilievi conclusivi su le “Prime Impressioni”

Si tratta di un argomento complesso che andrebbe studiato a fondo anche negli aspetti matematici proposti, ma una serie di “Prime Impressioni” si possono trarre.
Con il Superdeterminismo sembra quasi che la Scienza sia costretta in un angolo. Da un lato, se accetta il Superdeterminismo, non solo riaccende la polemica sul Libero Arbitrio, ma rischia di esporre se stessa – per come è oggi conosciuta, nel bene e nel male – a incertezze e polemiche ad ogni pià sospinto, perdendo credibilità e coerenza. Dall’altro lato, se il Superdeterminismo è negato è costretta a far crollare gli ultimi dubbi sulla retrocausalità . Ciò implica dover ammettere che l’universo è causalmente determinato dal futuro, piuttosto che dal passato.