UN ESTRATTO DA :
On line il Quaderno monografico SVIMEZ numero 50 "Il Mezzogiorno nella storia economica d'Italia. Una questione aperta"
http://win.svimez.info/alert_acs/acs1.html
il ritardo del Sud non è un destino cinico e baro della storia, ma dipende piuttosto da precise scelte politiche, compiute o mancate.
Con il recupero dell’Archivio della Cassa del Mezzogiorno si rende disponibile un prezioso materiale storico e si forniscono efficaci strumenti di ricerca per una più approfondita riflessione sullo storia, per molti aspetti controversa, della Cassa. Controversa perché il ruolo della Cassa è stato a lungo sminuito o negato da una vulgata, e anche da una letteratura, che la presentava come il simbolo dell’assistenzialismo più retrivo o, nei casi migliori, come un esempio di inefficienza e di sprechi. Un ruolo che, invece, si sta ampiamente rivalutando alla luce degli studi fondati sulle nuove fonti rese disponibili dalla Banca Mondiale e dall’Archivio storico della Cassa stessa.
Non a caso, il citato volume curato dalla SVIMEZ nell’ambito del progetto ASET, si apre proprio con l’importante riflessione retrospettiva che nel 1981 l’ex Presidente della Cassa, Gabriele Pescatore, dedicò a quella esperienza, su quel quarto di secolo del più intenso sviluppo del Sud e della più alta convergenza tra Nord e Mezzogiorno.
L’esperienza della Cassa di Pescatore, dal momento della costituzione fino alla metà degli anni Settanta, si iscrive, infatti, nella fase magica dello sviluppo italiano ed ebbe una funzione cruciale per efficacia e capacità realizzativa, nel venticinquennio in cui il Sud, per la prima volta nella storia unitaria, contribuì in misura decisiva alla crescita dell’intero Paese e a realizzare il “miracolo economico”.
Miracolo al quale, parimenti alla Cassa, contribuì anche l’altro grande braccio dell’intervento pubblico che fu il sistema delle imprese a partecipazione statale, IRI ed ENI in testa. Ma la Cassa, con la sua natura peculiare dal punto di vista istituzionale, seppe via via conquistarsi un ruolo centrale, divenendo l’elemento del più ampio complesso di iniziative pubbliche che prese il nome di «intervento straordinario» nel Mezzogiorno. Al successo della prima Cassa diede una forte spinta la natura tecnico – ingegneristica dello strumento, che la mise al riparo da quella deriva politico burocratica che nella fase successiva l’ha snaturata.
Non a caso, tra il ’50 e il ’74, il Pil meridionale crebbe più che nei precedenti 90 anni unitari. Grazie alla Cassa si affermò un sistema che fu baluardo di un’azione programmata affidata per la sua realizzazione a presidi di personale tecnico di prim’ordine. In definitiva, la Cassa fu un’agenzia esemplare per tutta la fase della presidenza Pescatore e quell’esperienza può essere oggi riconsiderata proprio perché il tema dello sviluppo - e quindi del persistente dualismo -, come problema fondamentale dell’Italia, torni ad avere piena cittadinanza, se si vuole veramente governare l’uscita dalla lunga fase recessiva degli ultimi anni. Partendo proprio dall’assunto che, come negli anni ’50, il Sud è un ingrediente fondamentale della costruzione di un Paese che voglia avere un ruolo in Europa.
TUTTO CIO' ACCADE MENTRE ORGANI DI STAMPA ANNUNCIANO UN PROSSIMO REFERENDUM SULL'AUTONOMIA DELLA REGIONE LOMBARDIA.
http://www.lastampa.it/2017/05/29/italia/politica/maroni-firma-il-decreto-il-ottobre-referendum-per-lautonomia-della-lombardia-njX5zUljq1x45AI0JxGStN/pagina.html
Oh mia patria si bella e perduta!
Osservando in silenzio e partecipando lontano dai clamori.
LAVORI PUBBLICATI (tra cui i seguenti:)
- LAVORI PUBBLICATI (tra cui i seguenti:)
- ANALISI DEI COSTI DI DECOMMISSIONING
- Le curve a "S" di un progetto e la funzione di Gompertz
- LA GESTIONE DEI CONTRATTI e Problematiche Attigue
- UNA VECCHIA TESI SULL'EUROPA
- AMBIENTE E SOCIETA' - Vol. 1
- AMBIENTE E SOCIETA' - VOL. 2
- STUDI DI CORRELAZIONE
- IPPC-BAT Linee Guida Aspetti Economici in Gazzetta Ufficiale
- Sostenibilità e Valori riconsiderando Simmel
- Solitarie riflessioni di un passante: frammenti di spirito del nostro tempo
- RIFLESSIONI PER UNA EVENTUALE RICERCA SULLA GENERALIZZABILITA' DEL CONCETTO DI COSTO TOTALE
- Spunti dalla MMT (Modern Monetary Theory), Congetture, Riflessioni e Proposte su Analogie tra Reti Elettriche e Reti Commerciali Internazionali, tra Generatori Elettrici e Generatori di PIL
- RICONOSCIMENTI :
- ENEL
- Ass. Ambiente e Società
- Regione Pelion (Grecia)
- Ass. NUCLEAR for PEACE
- Ass. CIVILTA' dell'AMORE (2017)
- Ass. CIVILTA' dell'AMORE (2021)
- Certificazione AICE - ICEC in TCM (Total Cost Management)- ALBO N°107 - Lazio
- Certificato Quinquennale AICE-ICEC
- Riconoscimento Ministeriale IEng (UK)
martedì 30 maggio 2017
L'ESPERIENZA DELLA CASSA DEL MEZZOGIORNO: L'ESIGENZA DI DISCERNIMENTO PER UNA VERITA' STORICA
venerdì 26 maggio 2017
TRATTATO sull’APOCALISSE di Isaac Newton : Interrogativi sulla natura della LUCE e della TRINITA’
Sin dai primi rudimenti di catechismo
e lungo tutto il percorso di crescita di un cristiano viene spesso sottolineato
il “valore profetico” delle Sacre Scritture e chi si avvicina ad esse ha anche
modo di ritrovare fatti, episodi, rispondenze, analisi che tendono a confermare
questo tipo di ermeneutica, al punto di percepire il nesso di continuità, quel
filo rosso, quel grande piano salvifico che presenta la tradizione cristiana e
sottende la storia dal momento della creazione sino all’instaurazione del regno messianico. Si
tratta di un messaggio sottile, acuto, ma universale, che tutti possono
comprendere e che non è nascosto, ma anzi destinato ai “piccoli” che, nella
fede, potranno comprenderlo proprio mentre sarà occultato ai “grandi”. Tutto
ciò non toglie, però, che punto oscuro di tutta la catena sequenziale che presentano
i Libri del Canone è e resta l’Ultimo
Libro.
Il Libro dell’Apocalisse, ultimo
libro del Nuovo Testamento, è veramente un Libro difficile. Un lettore
semplice, senza alcuna preparazione teologica, rischia di “perdersi” alla
ricerca di un senso sfuggente e che oscilla tra una generica, mera e rigida
interpretazione letterale, d’impronta millenarista sulla fine dei tempi, e tante
possibili interpretazioni allegoriche, che non si riesce a decidere quanto possano
escludere oppure integrare il significato letterale che se ne può cogliere in
senso stretto. Viene anche il dubbio se un libro di tali contenuti possa essere
destinato a quegli umili di cuore e poveri di spirito esaltati nel Discorso
della Montagna o non sia invece destinato, sebbene non in maniera esclusiva, a
particolari componenti oppure agli
stessi Pastori del Gregge.
Chi ha ricevuto una formazione
tecnico-scientifica e si ponga il problema di comprendere il Libro dell’Apocalisse
non può far a meno di far ricorso, alla fine, anche al Trattato sull’Apocalisse
di Isaac Newton. Quest’opera del grande scienziato e teologo inglese conduce
inevitabilmente ad una interpretazione posta alla base di una storica disputa,
ancora oggi presente in una parte del mondo protestante, che vede nell’Apocalisse
la caduta della Grande Meretrice identificata con la Chiesa di Roma.
L’argomento di questa breve nota
non vuole, comunque, entrare nel merito di questa difficilissima questione, da
sempre dibattuta a partire dal momento in cui il cristianesimo riformato si è
disperso in tanti rivoli, quanto porre l’accento su una singolare e netta posizione
dello scienziato che si scopre nel corso del citato trattato: la negazione
della natura trinitaria attribuita al Dio cristiano dal concilio di Nicea; elemento
esso stesso di condanna e caduta, secondo Newton, della Chiesa di Roma.
Affascina, però, pensare che proprio
Newton che propendeva per una teoria corpuscolare della luce, in
contrapposizione con Huygens, che invece propendeva per una teoria ondulatoria,
non abbia potuto compiacersi dei risultati cui è giunto, molto dopo, De Broglie
nella sua teoria duale della luce, mettendo praticamente d’accordo le due diverse impostazioni
che sembravano contrapposte. La luce, infatti, come è accertato dalla Fisica
moderna, in alcuni fenomeni mostra il suo aspetto corpuscolare, mentre in altri quello ondulatorio. Ma, in
entrambi i casi, la luce si manifesta come fenomeno energetico o comunque ad
esso riconducibile. Nel caso in cui emerge l’aspetto corpuscolare della luce
entrano in gioco le masse, le velocità delle particelle in interazione; mentre,
invece, quando emerge l’aspetto ondulatorio entrano in gioco la frequenza della
luce e la costante di Planck. In ogni caso tutte e due le manifestazioni sono
riconducibili a energia che si manifesta nell’uno e nell’altro modo.
Oggi in scritti di teologia (vedi
ad esempio Michael Mireau (1998) - God the Creator : Developing a Trinitarian
Understanding of Creation) si sostiene che lo Spirito (amore che esprime il
legame trinitario) è il potere unitivo all’interno della creazione e lo spazio
in cui le creature restano distinte una dall’altra; si parla, in maniera
esplicita ma analogica, del lavoro dello Spirito come campo di forza che tutto
permea e che mantiene ogni parte dell’intera creazione in uno stato di mutua
interazione per condurla verso i propri fini. Tutto questo appare molto
convincente nella sfera macro della realtà, ma appena si giunge al livello
micro, la natura della luce riaffiora e allora ci si domanda se non sia lecita
anche qui una esplicita analogia esplicativa della natura trinitaria. La
particella di luce, il suo relativo pacchetto di onde e l’energia che essi
esprimono, non possono ben rappresentare una triade di un’unica natura
(energetica) pur restando tre distinte entità intimamente connesse?
Newton - che taluni, per tracciarne ed enfatizzarne i
tratti, hanno esageratamente paragonato ad un teologo che incidentalmente si
occupava di fisica – se fosse vissuto ai nostri tempi si sarebbe certamente occupato
di questi argomenti e chissà se le sue argomentazioni intorno alla Trinità non
sarebbero mutate?
Etichette:
Natura della Luce,
Trattato sull'Apocalisse di Newton,
Trinità
domenica 30 aprile 2017
SOFISMI E MODELLI EURISTICI SU UNA PRESUNTA REALTA’ DUALE
Estratto da una lettera
ad un amico mai riscontrata
Nel corso del nostro incontro ti
ho ascoltato con molta attenzione mentre sostenevi, sulla base di una
scientifica visione duale della realtà, che necessariamente l’Essere deve “contenere”
il positivo ed il negativo insieme, ovvero l’Essere ed il suo contrario Non
Essere.
Ti ho ascoltato e non ho potuto
obiettare, perché oggettivamente la materia e noi stessi conteniamo cariche di
entrambi i segni; ma, anche perché, da ipotesi scientifiche sappiamo, che l’universo intero potrebbe esistere solo perché prevale la materia sull’antimateria –
anche se di poco – dal momento che, come qualcuno sostiene, per effetto di “una
fluttuazione quantistica”, il cosiddetto “vuoto ( mare di Dirac)” ha prodotto
il Big-Bang, ovvero la creazione dello spazio-tempo e tutto ciò che esso
contiene.
Ciononostante, l’idea duale, che
può sembrare “oggettiva”, stona un poco con insegnamenti teologici correnti! Mi
sono, poi, imbattuto per caso nel “De Casu Diaboli” di S. Anselmo da cui ho
estratto questo pezzo che ti invio, perché mi piacerebbe sentire quali siano le
tue obiezioni alla tesi che sostiene.
Ti segnalo che, a mio modo di
vedere - seguendo l’ipotesi del Punto Omega
del Prof. J.F. Tipler (vedi Fisica dell’Immortalità e Fisica del
Cristianesimo dello stesso autore – ediz. Mondadori) come :
Essere = fine teleologico di ogni onda/particella
dell’universo la cui esistenza nello spazio-tempo è modulata dall’Essere stesso
-
l’impostazione di S.Anselmo non sembra affatto
erronea. Che ne pensi? A me non sembra un “sofisma”.(Scusa se il pezzo è in
inglese – facilmente comprensibile - ma non dispongo di una versione in
Italiano).
……………………………………………………….
But if you
consider existing things: when they pass to not-being,
God does not
cause them not to be. For not only does no other
being exist except by
His creating, but also a being cannot at all
remain what it was
made except by His conserving. Therefore,
when He ceases to
conserve what He has created, then that thing
which existed returns
to not-being, not because He causes it not to
be but because He
ceases to cause it to be. For when as though angered,
God removes being by
destroying something, not-being is
not from Him. But when
He reclaims as His own what He had bestowed,
then that thing which
was created by Him, and by Him was
being conserved in
existence, returns unto not-being, which it had
not from Him but from
itself before it was created. For example,
if from someone you
reclaim a tunic which you willingly gave for
a while to him, who
was naked, he does not have his state of nakedness
from you; but when you
reclaim what was yours, the man returns
into the state he was
in before having been clothed by you.
Assuredly, just as
from the Supreme Good comes only good,
and just as every good
is from the Supreme Good, so from the
Supreme Being comes
only being, and every being is from the
Supreme Being. Thus,
since the Supreme Good is the Supreme
Being, it follows that
every good thing is a being and every being
a good thing. Therefore, nothing and not-being are not goods,
even as they
are not beings. And so nothing and not-being are not
from Him
from whom comes only good and being.
----------------------------------------
Peraltro, dato che lo
spazio-tempo è una realtà percorribile e l’antimateria è anch’essa una realtà
identificata come “materia che risale il tempo”, ovvero con freccia temporale
invertita, si dovrebbe presumere che il
Big-Bang sia lo scontro di due masse, una di materia (più grande) e l’altra di
antimateria più piccola, che dopo l’annichilimento totale di quest’ultima e
parziale della prima, nonché dopo la relativa emissione di energia (raggi gamma), abbia
dato luogo all’universo che conosciamo, e a quello che non conosciamo ancora
(non solo perché ce lo esclude il cono di luce). Infatti, per effetti di
“simmetria” al Big-Bang – dall’altra parte, per così dire, su un piano spazio
temporale bidimensionale, deve opporsi un “Big-Crunch” (insomma Buco
Bianco/Buco Nero viaggiano insieme) anche se essendo i raggi di curvatura
estremamente ampi ed in continua espansione noi percepiamo l’universo come
piatto e composto solo di materia, non riuscendo più a vedere l’energia “annichilita”
che si conserva sotto varie forme radiative e non radiative (per es. cinetica
in prossimità del Chrunch, etc.). In sostanza c’è una singolarità
nell’universo, li dove è avvenuto il Big-Bang, più singolare delle altre, che
separa il mondo della materia da quello dell’antimateria, il mondo che si
espande da quello che implode (struttura toroidale : la mela sezionata!) e
quella singolarità è il Punto Alfa, ma al tempo stesso (dall’altra parte –
ovvero dalla parte prospettica del Buco Nero) è il punto Omega da cui tutto
nasce e tutto ritorna “per fare nuova ogni cosa” attraverso lo sgretolamento, da
un lato, dovuto all’effetto marea gravitazionale e all’emissione di “energia
finissima” dall’altro, che superata una certa fase di opacità radiativa
condensa poi in materia come la conosciamo. Questa singolarità più singolare
delle altre - a guisa della quale si
realizzano localmente nello spazio-tempo altre “singolarità minori”
dipendentemente dalla quantità locale di materia/energia (in teoria percepibile
nella nostra realtà) ed antimateria/anti-energia (non percepibile) – è l’unico punto
nell’universo che attraverso la struttura della spazio tempo (un reticolo fatto
da elementi di dimensione della scala di Planck e dove la propagazione delle
sue vibrazioni/deformazioni viaggiano a velocità superluminale essendo la massa
coinvolta nulla) è in contatto con ciascun altro punto esistente nello spazio
tempo e permea anche gli interstizi subnucleari (membrane di Bloch senza limiti fisici). Siamo abituati a
pensare a questa singolarità del Big Bang in termini “statici”, come ad un
fenomeno “contingente” piuttosto che “immanente”. Se fosse vero, invece, come
le mie congetture suggeriscono che si tratti di un processo dinamico,
quasi-ciclico, si avrà sempre in determinate condizioni e ad una certa distanza
spazio-temporale dalla singolarità, dalla nostra parte sensibile, si formeranno
mondi abitabili dove si svilupperanno esseri intelligenti capaci di osservare
l’universo, comprenderlo ed apprezzarne la maestosità, piegando le ginocchia al pensiero di quel Punto Alfa-Omega che nel corso del processo raccoglie “informazioni”
dalla materia che precipita su Esso e riemette, vede tutto e sa tutto essendo
in contatto con ogni punto dello spazio-tempo, agendo da Collettore di
Conoscenza che può mettere a disposizione di “esseri creati” al fine di evolverli secondo un Suo piano
evolutivo dell’intero universo.
Un simile
modello euristico - non so se modellabile matematicamente – non implica un
Essere che include il Suo Contrario; semmai glielo pone come “Subordinato” (per
effetto di materia > antimateria) mette insieme i tradizionali modelli della
Creazione Continua, degli Universi Aperti o Chiusi o Piatti, dà la possibilità
di spiegare l’energia oscura e soprattutto, attraverso la coincidenza di
Alfa/Omega come centro della Creazione realizza la Coincidentia Oppositorum, e
apre immediatamente una sorta di connessione tra ogni possibile spiegazione
scientifica e contesti filosofico-teologici. La Singolarità origina e sostiene
tutte le cose, le permea in ogni momento e possiede in ogni momento tutta la
conoscenza. Il Modello propone un Essere che evolve e supera l’evoluzionismo
spenceriano e darwiniano inglobandoli e collocandosi vicino ai punti di vista
di Teilhard de Chardin, sostanzia quel
passaggio sequenziale dall’energia alla materia, per trasformarsi attraverso
l’evoluzione prima in biosfera e poi in noosfera, fino a giungere a una
configurazione cristica che solo lontanamente, se male intesa, può richiamare impostazioni panteistiche alla
maniera di Spinoza o Giordano Bruno.
mercoledì 19 aprile 2017
Articoli Interessanti di cui tenere memoria per l'UE sul surplus tedesco e sulle regole per un serio dibattito sull'euro
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-04-18/dova-va-surplus-tedesco-182941.shtml?uuid=AEmHtJ7
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-04-15/euro-si-o-no-dibattito-serio-e-costruttivo-220217.shtml?uuid=AE7B765
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-04-15/euro-si-o-no-dibattito-serio-e-costruttivo-220217.shtml?uuid=AE7B765
mercoledì 12 aprile 2017
INTERROGATIVI
1) IL DEBITO E' RICCHEZZA CHE GLI STATI HANNO POSTO NELLE MANI DEI PRIVATI?
Il Sole 24 Ore pubblica un articolo dal titolo "Una montagna alta 44mila miliardi di dollari. Ecco la mappa del debito pubblico mondiale" al link :
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-02-28/una-montagna-alta-44mila-miliardi-dollari-ecco-mappa-debito-pubblico-mondiale-104035.shtml?uuid=AEyJsze
2) NELLA MASSA DI RICCHEZZA CIRCOLANTE (carta moneta, titoli, moneta elettronica, etc.) NON DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI ANCHE I "DERIVATI" VALUTATI INTORNO A 700 MILA MILIARDI DI DOLLARI ( di fronte ai quali il problema del debito quasi scompare)?
3) CON LE ECONOMIE EMERGENTI QUESTA MASSA MONETARIA NON TENDERA' ALL'ESPANSIONE? E QUALI SONO I RISCHI (OLTRE CHE PER LE RISORSE DEL PIANETA) DI UNA TALE ESPANSIONE?
4) LA SOLIDARIETA' E CONDIVISIONE DELLA RICCHEZZA TRA I POPOLI - VISTI GLI EFFETTI DELLA CRISI - E' UNA VIA PRATICABILE?
5) DA QUESTO PUNTO DI VISTA LA GLOBALIZZAZIONE COME E' GOVERNATA?
6) CHI PUO' RISPONDERE A QUESTE DOMANDE?
Il Sole 24 Ore pubblica un articolo dal titolo "Una montagna alta 44mila miliardi di dollari. Ecco la mappa del debito pubblico mondiale" al link :
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-02-28/una-montagna-alta-44mila-miliardi-dollari-ecco-mappa-debito-pubblico-mondiale-104035.shtml?uuid=AEyJsze
2) NELLA MASSA DI RICCHEZZA CIRCOLANTE (carta moneta, titoli, moneta elettronica, etc.) NON DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI ANCHE I "DERIVATI" VALUTATI INTORNO A 700 MILA MILIARDI DI DOLLARI ( di fronte ai quali il problema del debito quasi scompare)?
3) CON LE ECONOMIE EMERGENTI QUESTA MASSA MONETARIA NON TENDERA' ALL'ESPANSIONE? E QUALI SONO I RISCHI (OLTRE CHE PER LE RISORSE DEL PIANETA) DI UNA TALE ESPANSIONE?
4) LA SOLIDARIETA' E CONDIVISIONE DELLA RICCHEZZA TRA I POPOLI - VISTI GLI EFFETTI DELLA CRISI - E' UNA VIA PRATICABILE?
5) DA QUESTO PUNTO DI VISTA LA GLOBALIZZAZIONE COME E' GOVERNATA?
6) CHI PUO' RISPONDERE A QUESTE DOMANDE?
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mercoledì 15 febbraio 2017
UN'INIZIATIVA PER DISCUTERE SUL MERCATO DELL'ENERGIA
Martedì 21 marzo, alle ore 15,30 , presso l’Auditorium Cisl, in Via Rieti, 9, Roma si terrà un convegno per discuter sul mercato dell'energia.

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Bollette Energia,
Liberalizzazioni,
Mercato del Gas,
Mercato elettrico
lunedì 13 febbraio 2017
CALANO GLI INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO?
Da fonte Sole 24 Ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-02-12/interessi-debito-calo-record-17-miliardi-2012--104112.shtml?uuid=AEMRLTU
COMMENTO:
Dopo la "cura dello spread" (a livelli >> 500 punti) ricevuta dall'Italia nel 2011-2012 è stato "relativamente semplice" un trend in diminuzione dello spread stesso e quindi degli interessi sul debito pubblico. Oggi vediamo che lo spread tende a risalire (da quota 90-100, dov'è stato a lungo) e si è collocato quasi stabilmente da qualche settimana nell'intorno di 190-200 e le previsioni che si formulano per il futuro non sono tra le più rosee. Chi pensasse di poter utilizzare queste economie per incrementare la spesa (o anche, nel migliore dei casi, gli investimenti pubblici) avrebbe dalla sua parte l'evidenza della crisi, della disoccupazione e anche della povertà dilagante nel Paese? Probabilmente si,.....ma, se le previsioni non sono confortanti, non converrebbe un fondo che attinga da economie correnti in periodo di "grassa" per "impieghi" che vadano ad "onorare" il ripagamento degli interessi sul debito in periodi di "magra"? Ne varrebbe la credibilità internazionale del Paese (e forse un calo dello spread!), visto che da qualche anno "i mercati" intonano in coro l'inno dell'elevato debito pubblico e della necessità della sua riduzione, visto che l'Italia è oggettivamente a circa il 135% del suo PIL.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-02-12/interessi-debito-calo-record-17-miliardi-2012--104112.shtml?uuid=AEMRLTU
COMMENTO:
Dopo la "cura dello spread" (a livelli >> 500 punti) ricevuta dall'Italia nel 2011-2012 è stato "relativamente semplice" un trend in diminuzione dello spread stesso e quindi degli interessi sul debito pubblico. Oggi vediamo che lo spread tende a risalire (da quota 90-100, dov'è stato a lungo) e si è collocato quasi stabilmente da qualche settimana nell'intorno di 190-200 e le previsioni che si formulano per il futuro non sono tra le più rosee. Chi pensasse di poter utilizzare queste economie per incrementare la spesa (o anche, nel migliore dei casi, gli investimenti pubblici) avrebbe dalla sua parte l'evidenza della crisi, della disoccupazione e anche della povertà dilagante nel Paese? Probabilmente si,.....ma, se le previsioni non sono confortanti, non converrebbe un fondo che attinga da economie correnti in periodo di "grassa" per "impieghi" che vadano ad "onorare" il ripagamento degli interessi sul debito in periodi di "magra"? Ne varrebbe la credibilità internazionale del Paese (e forse un calo dello spread!), visto che da qualche anno "i mercati" intonano in coro l'inno dell'elevato debito pubblico e della necessità della sua riduzione, visto che l'Italia è oggettivamente a circa il 135% del suo PIL.
La media europea di indebitamento - ultimamente spinta in su proprio dai più intonati nel coro - è salita nel frattempo intorno al 90%.
Piuttosto che tenere un Paese continuamente in scacco da parte di "becchini" in attesa del "funerale" (default), per una cura definitiva della "malattia italiana" (che, però, chi può imita a dovere!) si potrebbe ricorrere - e non sarebbe una novità - ad un prelievo forzoso da parte dello Stato pari al (135%-90%)=45% del PIL per ridurre il debito pubblico in una sola soluzione. Un tale prelievo corrisponderebbe all'incirca al 10% della ricchezza privata degli italiani calcolata pari a 9 mila miliardi. Sarebbe una bella operazione che farebbe felici molti in Europa. Ma il vero dubbio è se tutto ciò risolverebbe definitivamente la questione e "l'accanimento terapeutico" nei confronti di questo Paese, che nessuno sembrerebbe voler "far morire" e che tutti vogliono in vita ma - come ormai sembra - per drenargli quanto riesce a produrre nonostante le difficoltà continue e cavillose "cure" cui è sottoposto. Una operazione di tale genere - "perequazione europea" sui patrimoni piuttosto che sulla "produzione e sulla capacità di esportazione" - non sarebbe comunque l'ennesima riprova della Teoria Monetaria Moderna che vede nel deficit e nel debito il rilascio da parte di uno Stato di ricchezza verso i suoi cittadini e al contrario nel surplus e nella riduzione del debito il ritiro di ricchezza dal settore privato?
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