venerdì 26 febbraio 2016

Debito pubblico, così la pagella tedesca promuove l’Italia

La forza della Verità sfora sempre i confini dello spazio e del tempo. Rendere testimonianza alla Verità è obbligo morale. Finalmente siamo giunti al riconoscimento della realtà, anche se non giungerà mai da alcuno un telegramma di scuse al Popolo Italiano e al tempo stesso di congratulazioni per il riconoscimento finalmente avvenuto.
Bene sintetizza l'articolo del Sole 24 Ore :
"i risultati sugli “Honorable States” hanno inaspettatamente messo in luce che il debito pubblico dell’Italia è tra i più sostenibili nel lungo termine, aspetto tutto sommato non secondario nella querelle europea (di Marco Fortis - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/ObKTG4)"

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-02-26/debito-pagella-tedesca-che-promuove-l-italia-073632.shtml?newComment=true#comments

giovedì 25 febbraio 2016

sabato 20 febbraio 2016

Da articoli di stampa : Gran Bretagna avrà "uno statuto speciale" in Europa

Gli elettori britannici saranno chiamati a votare il 23 giugno per il referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell'Ue e se non sarà BREXIT, la Gran Bretagna avrà una sorta di "nuovo status speciale" all'interno del Club dei 28 che gli consentirà - tra l'altro -  di "non fare mai parte del superstato europeo" e né mai di "un esercito europeo". La sterlina era stata già avvedutamente conservata sin dall'inizio dell'Euro.
Secondo Osborne, dall'intesa siglata ieri la Gran Bretagna "ha preso il meglio dei due mondi":"Abbiamo i benefici del libero scambio senza i costi dell'Eurozona - ha dichiarato alla Bbc - , abbiamo i benefici della libertà di circolazione e di lavoro, potendo affrontare la cultura del niente in cambio del welfare. Abbiamo la sicurezza di essere all'interno dell'Unione Europea senza essere legati da una unione più stretta".

martedì 16 febbraio 2016

Repubblica :"Gli stipendi italiani sono i peggiori in Europa" - Qualcuno potrebbe dire "vale per chi lo stipendio ce l'ha"!

Un'indagine Willis Towers Watson su 15 economie continentali pone il paese all'ultimo posto per i salari d'ingresso con 27mila euro, e all'11° sulle retribuzioni intermedie a 71mila euro. Domina ancora la Svizzera, il Regno Unito insidia i paesi scandinavi

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/02/16/news/stipendi_italiani_peggiori_in_europa-133548488/?ref=HRLV-6

Commento:
Le reali differenze non sono esattamente visibili nelle tabelle riportate nell'articolo. Per averne l'esatta nozione occorrerebbe riportare almeno due ulteriori elementi, ovvero:
1) la tassazione per fasce di reddito (o quantomeno un valore medio di confronto) quando si tratta di stipendi lordi e quindi includenti gli oneri sociali (previdenza, tasse, etc.);
2) il costo della vita dei singoli paesi (o quantomeno un valore medio di confronto).
Ci si aspetterebbe che il primo punto gioca contro gli stipendi italiani (cioè li dovrebbe attenuarli ancor di più), mentre il secondo punto gioca a favore (cioè dovrebbe ridurre le differenze nella maggior parte dei casi).
Per la verità, nel testo dell'articolo si parla di questi due fattori, che sembra siano già stati inclusi nel confronto, ma non si ha evidenza di come e quanto essi giochino.
In ogni caso il confronto con gli anni passati ci dice che siamo sempre li dove eravamo, quindi la situazione è "stabile"!

Global 50: Retribuzione d’ingresso media per paese
PAESERetribuzione (euro)Classifica 2015Classifica 2014
SVIZZERA83.60011
DANIMARCA51.40022
LUSSEMBURGO47.90033
GERMANIA47.00045
NORVEGIA45.80054
BELGIO44.20066
AUSTRIA40.30077
OLANDA37.40088
FINLANDIA36.500910
SVEZIA35.800109
IRLANDA33.9001111
REGNO UNITO33.6001213
FRANCIA33.4001312
SPAGNA30.7001414
ITALIA27.4001515
MIDDLE MANAGER
PAESERetribuzione (euro)Classifica 2015Classifica 2014
SVIZZERA144.40011
LUSSEMBURGO98.50022
GERMANIA90.00033
REGNO UNITO88.50047
DANIMARCA85.80054
BELGIO83.00065
NORVEGIA81.20076
OLANDA78.00088
AUSTRIA77.90099
IRLANDA74.8001010
ITALIA70.9001112
FRANCIA70.7001211
SVEZIA68.3001313
FINLANDIA64.1001414
SPAGNA62.6001515

LA RIPRESA-TRE DIVERSI ARGOMENTI : DURERA?

«In questi ultimi otto anni le politiche di sviluppo fatte in Usa da Obama sono state giuste, quelle fatte dall'Europa - ha sottolineato il premier - sono state sbagliate, questo continente negli ultimi mesi è fermo» e «l'austerity ha messo a rischio il futuro dei giovani, servono risposte coraggiose». (Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/e7Ckom)
http://24o.it/e7Ckom
Boom a dicembre per le assunzioni a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per il 2015: nel mese, infatti, si legge nell'Osservatorio sul precariato Inps, le assunzioni con l'incentivo sono state 272.512, oltre il doppio di novembre. Nell'intero anno le assunzioni con gli sgravi sono state 1.442.725, 
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/16/lavoro-764.129-nuovi-contratti-a-tempo-indeterminato-nel-2015_e3d186ae-ab98-4bf5-864e-6d98f44bd737.html
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/02/16/lavoro-764.129-nuovi-contratti-a-tempo-indeterminato-nel-2015_e3d186ae-ab98-4bf5-864e-6d98f44bd737.html Il made in Italy cresce anche a dicembre e per la prima volta nella storia, grazie al traino degli Stati Uniti, sfonda in un anno la soglia dei 400 miliardi di euro (413,7). Il 2015 si chiude tuttavia senza troppo entusiasmo, con un calo di oltre due punti su base mensile, legato soprattutto alla frenata Ue. Su base tendenziale c’è invece una crescita del 3% ( di Luca Orlando - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/yJbqKB)
http://24o.it/yJbqKB

venerdì 12 febbraio 2016

giovedì 11 febbraio 2016

RECENTI DATI SIGNIFICATIVI DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Nei giorni scorsi è apparso un documento del 6/2/2016 come rimando allegato in qualche articolo di stampa che illustrava dati molto interessanti sotto forma di una presentazione che porta il logo del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e dello Stato Italiano.Il titolo del documento è "CLASSE DEMOCRATICA - Scuola di Formazione Politica del PD" - Se ne deduce che la "lezione alla Classe Democratica" è evidentemente del Prof.Pier Carlo Padoan, visto che il suo nome compare sul frontespesizio della presentazione. Data l'autorevolezza del documento proveniente da un importante Ministero e da un autorevole Ministro, è sembrato utile - vista la significatività dei dati ivi contenuti, specie quelli riguardanti il debito in Europa e l'impatto degli interventi pubblici sui sistemi bancari e finanziari in Europa nel 2014 - conservarne memoria in questo blog e mettere in ogni momento il documento a disposizione per eventuali valutazioni; vedi al seguente link:
https://drive.google.com/drive/folders/0ByLf7ezstqYHb1FnUFNaTll4Tm8
Mentre sulla limitazione della crescita del debito pubblico la prestazione dell'Italia appare di "estrema tenuta" rispetto a molti altri importanti paesi europei, la cosa che veramente stupisce è il limitato intervento pubblico in Italia sui sistemi bancari e finanziari nel 2014.
Proprio ieri un articolo del Sole 24 Ore
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-02-10/banche-ue-arriva-l-ok-schema-italiano-la-gestione-sofferenze-121849.shtml?uuid=ACSiVPRC
annunciava che lo schema italiano per la gestione delle sofferenze bancarie non è da considerarsi nell'ambito degli aiuti di stato. Ciononostante l'attacco speculativo in atto nel  sistema borsistico e in quello italiano in particolare, scatenato proprio dalle sofferenze bancarie, continua a procedere senza posa, quasi si trattasse di un "attacco" altrove stabilito e a prescindere dalla veridicità delle cause che lo possano aver determinato.
E' una tipica azione finanziaria speculativa dei nostri tempi?

mercoledì 10 febbraio 2016

RECENTI DATI SUL DEBITO PUBBLICO IN EUROPA BASE 2007=100

Fissando al 2007 la base 100 si colgono elementi significativi sulla crescita più recente del debito in Europa.
Si fa rilevare che se l'Italia avesse mantenuto costantemente il 3% di deficit sul bilancio statale (secondo le regole europee nel periodo di riferimento), il debito sarebbe cresciuto fino a quasi il 127%, che è un valore sostanzialmente non molto dissimile da 133%. Tutto ciò a conferma che la crisi motivata dall'eccesso di debito nel caso dell'Italia non aveva ragione di essere, specialmente difronte ad una performance italiana che rispetto ad altri stati europei, come mostra il grafico qui sotto, è di tipo "quasi-tedesco". L'unica spiegazione che si può dare, quindi, è che "vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandar!".

domenica 7 febbraio 2016

Due opere di studio, riflessione e divulgazione del pensiero cristiano in occasione del Giubileo della Misericordia : alcuni interrogativi.


Tra le celebrazioni del Giubileo della Misericordia sono fiorite opere di studio, riflessione e divulgazione del pensiero cristiano. Su due, tra esse, si è avuta l’opportunità di soffermare l’attenzione:

1)      “Il Vangelo di Francesco” di Fr. Donato Petti (Direttore della Rivista Lasalliana e Provinciale dei Fratelli delle Scuole Cristiane) - DUEA Editore – Milano, che porta anche il sottotitolo “Vivere giorno per giorno il Vangelo con il Papa”. Si tratta di un’opera che a partire dall’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia (8/12/2015 – Festività dell’Immacolata Concezione) riporta per ciascun giorno, e fino al 20/11/2016, brani e insegnamenti del Vangelo e delle Sacre Scritture in generale, commentati e spiegati con parole e riflessioni di Papa Francesco, che con la sua semplicità ed efficacia propone e sottolinea a tutti i cristiani come la nobiltà e il potere divino si manifestino in realtà attraverso il perdono e la misericordia, espressione del Suo amore infinito. Il volume offre al cristiano di oggi uno strumento di ulteriore spirituale comunione quotidiana attraverso la riflessione su insegnamenti ben incentrati intorno ai temi giubilari.

2)      “Il Vangelo della Misericordia” di Mons. Lorenzo Leuzzi (Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria e Presidente Commissione Regionale per il Servizio della Salute della C.E.L.) – Libreria Editrice Vaticana, che porta anche il sottotitolo “Per un nuovo sviluppo globale”. In perfetta continuità con la precedente opera "Dall'Evangelii Nuntiandi all'Evangelii Gaudium" offre innumerevoli occasioni di riflessione che permettono di immegersi in questo nuovo, breve ma profondo saggio dell’insegnamento di Mons. Leuzzi. Il messaggio è chiaro, il Vangelo della Misericordia non è per sé, ma per gli altri ed il dono più grande è collaborare da “costruttori” con il Risorto per sopperire, in spirito di carità e attraverso la progettualità, a quell'orfananza presente nel mondo di oggi che si esprime in logoramento esistenziale. 

 Mentre la prima opera, nella sua linearità e semplicità non offre impedimenti alla comprensione, la seconda, forse anche per la sua profondità e complessità, o forse per mancanza di preparazione specifica del comune lettore, pone alcuni interrogativi di fondo che si presentano alla lettura immediata. Interrogativi che richiederebbero pastorale correzione o conferma per soddisfare la sete di conoscenza di coloro che, in umiltà ma con motivazione, corrono alla fonte del Suo insegnamento. Questi interrogativi sono qui di seguito riproposti per discussione e riflessione:
  
a.       Nel corso della lettura sembra cogliere la conferma che “costruttori” si diviene non per auto-candidatura, ma per grazia e chiamata, perché è Lui che sceglie noi e non viceversa ed a molti di noi Egli ha già assegnato più umili missioni - nell'ambito della famiglia, della società e tra coloro che ci sono più prossimi - missioni che spesso sono incompatibili con un ruolo di "costruttori" che vada oltre quello evidente già ricevuto. In tali circostanze la naturale pulsione umana a voler "essere di più" non potrebbe rivelarsi come colpevole rifiuto di una "diversa chiamata" nell'economia della salvezza stabilita da Colui che quella chiamata ci assegna? 

b.      La vocazione ad essere costruttori e consapevoli collaboratori del Risorto, sebbene configuri una posizione elitaria nella Grazia, non potrebbe essere letta come sminuizione di quegli umili destini, ma essenziali destini, che in semplicità, eppure in modo autentico, accolgono la propria condizione umana in vista di una promessa di salvezza? L'accettazione e il ringraziamento per una più umile condizione ricevuta, accolta e  vissuta consapevolmente nella società e nella Chiesa, può trasformarsi in elemento di staticità e marginalità nella storia, in quella storia in cui Egli ha deciso di manifestarsi ed essere presente per tutti, specie per gli umili ed i peccatori?

c.       Essere “costruttori” non implica avvicinarsi ad una visione di un certo Cristianesimo Riformato (per es, Calvinista), secondo cui una progettualità svincolata da valori terreni, ma di fatto attuata attraverso di essi (per es. il profitto finalizzato al reinvestimento) per la costruzione del mondo, riconosce il beneficio sociale dell'accumulazione utilizzata efficientemente in termini tutt'altro che auto-gratificativi? Questo se da un lato è propositivo per il dialogo ecumenico, dall’altro non significa riproporre un modello suscettibile di abusi e deviazioni – già avvenuti di fatto nella realtà - che hanno condotto alla situazione di crisi che stiamo vivendo?

d.     In che modo il cristiano di oggi che si ponesse tali interrogativi in maniera sincera, ma in solitudine, può trovare risposte?








giovedì 4 febbraio 2016

Crescita record dei salari reali in Germania – Un’occasione in più per riflettere.

Una particolare riflessione e attenzione dovrebbero meritarla alcuni spunti qui trattati, che non hanno  pretesa di esaustività, né di esattezza, il cui scopo è invece quello di una sorta di tentativo di “ragionamento pubblicato per discussione”.
Mentre da noi i temi che durante questi anni di crisi hanno tanto infiammato, ed infiammano tuttora gli animi, sono stati quelli :
-         della sovranità monetaria ceduta a un progetto europeo incompiuto (stati senza moneta ed Europa senza uno stato),
-         della introduzione dei capitali privati nel fondo salva stati,
-         del fiscal compact  e della crisi finanziaria,
-         del pareggio di bilancio in costituzione,
al contrario in Germania, il silenzioso vantaggio competitivo, conquistato sui differenziali di inflazione rispetto agli altri paesi europei, dopo aver prodotto inusitati saldi attivi nel commercio con l’estero, ha premiato ancora una volta questo paese che ha fatto del rigore la propria e l’altrui disciplina in Europa.
 Infatti, i giornali annunciano  (vedi ad esempio:
che oggi si registra una crescita record dei salari reali - mai così alta da un quarto di secolo – in un momento in cui il paese deve far fronte a un milione di profughi.
Ma non basta, perché accanto all’aumento di salari e stipendi, i prezzi al consumo nel peggiore dei casi restano invariati, e la previdenza/assistenza ai disoccupati è definita da alcuni “quasi alla maniera danese”, mentre si riduce il lavoro precario e quello dei mini job.  Perciò, in taluni commenti alla notizia si ritrova il dubbio che forse "uber alles" lo siano veramente ; sicuramente lo sono nella disciplina e nell’astenersi dal praticare  aumenti di prezzi ingiustificati, ovvero aumenti che non siano determinati da una significativa variazione dei costi piuttosto che da un’arbitraria pulsione (come spesso da noi avviene!) ad espandere i margini di profitto senza altra giustificata motivazione.
Per spiegare meglio ciò che qui s’intende conviene fare un passo indietro nel tempo e riferirsi ai parametri di Maastricht  : inflazione < 3%  e rapporto deficit/pil < 3% .
Per non suscitare sospetti in coloro che fossero “diversamente schierati” (e per esempio convinti che sia tutto e solo causato della finanza) e convincerli della serietà del tentativo di ragionamento, conviene riferirsi soprattutto alla Teoria Monetaria Moderna (MMT) , alle sue tesi e algoritmi rigorosi, che vedono nel pareggio di bilancio in costituzione una condanna alla mancanza di crescita e alla stagnazione, che vedono nel deficit l'immissione di ricchezza da parte dello stato  verso i privati e nel surplus di bilancio ricchezza che lo stato ritira dai mercati. Tutto ciò, comunque, nella consapevolezza che la ricchezza vera la produce l'intrapresa e non la finanza, che al più ridistribuisce, o  per meglio dire, rastrella e reimpiega, soprattutto speculativamente, la ricchezza prodotta dall'intrapresa. Insomma, un tentativo di ragionamento nella consapevolezza e nella condivisione che la ricchezza vera non la produce la carta stampata  in forma di moneta o quella creata attraverso forme derivate, ma soltanto il lavoro e la creatività dell'uomo, delle comunità e delle nazioni cui essi appartengono.
In un momento in cui 3,5 miliardi di persone vivono a livelli di sussistenza con 2 dollari al giorno - spingendo gli aspetti demografici in campi problematici  attraverso l’incremento, ogni anno, di ulteriori 60-80 milioni di poveri di cui solo 15 milioni riescono a trovare uno sbocco attraverso le migrazioni, la decisione di porre un freno al debito pubblico - che nell’immediato arricchisce, ma nel lungo termine espone al fallimento - bisogna riconoscerla come una “politica” che può avere un risvolto umanitario. Infatti, essa permette ad altri popoli che non l’ hanno mai praticata, o perlomeno non l’hanno praticata in modo ricorrente, di utilizzare la politica del debito pubblico come strumento di sviluppo per un periodo pur lungo, ma limitato.
Detto ciò, torniamo ai citati parametri di Maastricht  : inflazione < 3%  e rapporto deficit/pil < 3% . Sembra lecito presupporre che ponendo il limite del 3% sul deficit (secondo MMT ricchezza immessa dallo stato verso i privati) e al tempo stesso il limite di 3% sull’inflazione, in un paese che per 10 anni si fosse sempre tenuto nell’intorno di tutti e due questi valori (talvolta sforandoli di poco o talvolta non raggiungendoli di poco) la ricchezza immessa dallo stato verso i privati sarebbe stata in “termini reali” praticamente “nulla”. Diversa sarebbe stata invece la sorte di un paese dove pur immettendo lo stato attraverso, il deficit, il 3% (del pil) di ricchezza verso i privati, l’inflazione fosse stata tenuta bassa nell’intorno dello 0,2% (per esempio attraverso una sorta di “patto sociale” tra cittadini, imprese, commercianti, professionisti, etc. a non aumentare i prezzi arbitrariamente). Infatti, in tal modo, ogni anno la ricchezza privata, grazie al deficit sarebbe cresciuta in termini reali del
(3% - 0,2%) = 2,8% del pil,
e in 10 anni il pil sarebbe cresciuto di circa il  
[(1+2,8%)10- 1]·100 = 32% circa.  
Stimando intorno a circa 800 miliardi il pil italiano, e a 60 milioni la popolazione, in pratica ogni Italiano ha perso ogni anno, in media, un possibile aumento di ricchezza reale di 373 euro e quindi 3730 euro in un periodo di 10 anni. Un nucleo familiare di 4 persone avrebbe avuto l'opportunità di accrescere il proprio reddito reale di circa 15 mila euro nel periodo, cifra tutt'altro che irrilevante.
Ovviamente possiamo solo presupporre che le nostre istituzioni conoscano molto bene questi problemi, sebbene resti da verificare se dall’introduzione dei vincoli di Maastricht le politiche da loro messe in atto fossero tese all’obiettivo di massimizzare “il bene comune della nazione”. Di certo la situazione attuale, di fatto, dimostra che le politiche adottate, prescindendo dagli orientamenti politici dei governi in carica che si sono succeduti, non hanno prodotto questi risultati, come invece è avvenuto in Germania. Quali ne siano le cause richiederebbe un’analisi storico, economica e sociale del nostro paese dall’entrata nell’euro.
In ogni caso, sembra si possa affermare che mentre in Germania una sorta di patto sociale, tacito o espresso, sia stato mantenuto nel corpo sociale della nazione ed abbia prodotto risultati efficaci, visti i traguardi ivi raggiunti, da noi un simile patto sociale non è stato attuato e reso efficace, forse per carenze istituzionali, ma forse e più probabilmente per atteggiamento pseudo-individualista della cittadinanza e del corpo sociale in generale. Da questo punto di vista, quindi, l’ “uber alles” può avere un suo senso e quindi, lealmente : chapeau ai Tedeschi!

Se il tentativo di ragionamento mostrerà serie “falle”, altrettanto lealmente non ci sarà difficoltà ad ammetterlo e riconoscerlo.

mercoledì 3 febbraio 2016

NUOVI METODI PER RISOLVERE I PROBLEMI AMBIENTALI E I PROBLEMI DEMOGRAFICI ?

Smog, l'europarlamento raddoppia i limiti di emissioni per le auto
Con pochi voti di scarto, approvata la modifica del regolamento sugli ossidi di azoto, i precursori delle polveri sottili. Socialisti e verdi si sono opposti ma hanno perso

vedi
http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/03/news/smog_l_europarlamento_raddoppia_i_limiti_respireremo_il_doppio_di_inquinanti-132649773/?ref=HRER1-1

Commento:


Viviamo in un mondo in crisi, inquinato, difficile e soggetto ad una evoluzione complessa e dagli esiti sconosciuti. Il problema non è politico (tra verdi, socialisti, popolari o altro), ma solo di buon senso. In Italia si sono chiusi, in nome dell'ambiente, progetti di grandi centrali a carbone (vedi per es. Porto Tolle) già avviati e cantierizzati, con danno di aziende, comunità locali e cittadini; si dovranno smantellare impianti termoelettrici non ancora ammortizzati, con grave danno del settore elettrico e difficoltà che si riverseranno sulle tariffe elettriche nazionali. Invece arriva a sorpresa una decisione dell'europarlamento che lascia perplessi, anche per le conseguenze che potrebbe avere per la salute umana. E' un cambiamento di atteggiamento e di direzione? Lo sforzo non dovrebbe essere quello di spingere sulla ricerca e sull'innovazione per risolvere il problema delle emissioni, piuttosto che cambiare le norme dettate in periodi antecedenti "non sospetti"? Siamo proprio certi che con la "trazione su strada a combustibili fossili" si sono raggiunti limiti tecnologici non migliorabili? Eppure, se così fosse, perché non incentivare le auto elettriche?
Il vecchio limite "euro 6" comportava già 80 milligrammi di ossidi di azoto (NOx) per ogni chilometro. Ciò significa che con la più moderna tecnologia dopo un viaggio di 1000 km si immettono nell'ambiente 80 grammi di NOx. Con i nuovi limiti approvati questi grammi saranno 168.