giovedì 26 marzo 2020

Coronavirus in Italia – Riflessioni per un’analisi di trend alla data del 26 Marzo 2020.

L'analisi che segue, lungi dal voler essere alternativa a, o sostitutiva di quelle "omologhe" ufficiali, deve essere intesa come un "esercizio" per riflettere autonomamente e meglio comprendere fenomeni legati alla pandemia in atto. Essa è pubblicata per "condivisione, o discussione", in particolare in seno alle associazioni che hanno accesso al presente blog.

I dati disponibili sullo scorso mese (con un utile, ma non ancora risolutivo confinamento) possono essere utilizzati per individuare ipotesi di trend con cui il virus si diffonde nel territorio nazionale nel suo complesso. Si tratta di un tentativo (se si vuole, semplice, ma anche poco preciso) di prescindere da territorialità regionale e da altri metodi che comunemente si possono adottare per una maggiore precisione, monitoraggio e confinamento. Certo stimare da qui ad un anno con i soli 30 giorni di dati disponibili può essere un grosso azzardo, anche perché la funzione stessa che viene scelta per il trend non è detto che sia quella “naturale” e può influenzare l’andamento della tendenza che essa stessa dovrebbe “predire”. Nella fattispecie, come si vedrà, la funzione di potenza utilizzata (attraverso EXCEL) si presenta asintotica. Ciononostante, quello di seguito riportato, in presenza di ambiente “calmo e contenuto” nei suoi maggiori focolai d’infezione, quindi senza che si aprano trasmigrazioni di contaminazione o ulteriori focolai attivi, può essere un metodo di stima nel breve-medio periodo, che può essere di qualche ausilio e comunque dà un’idea della propagazione del coronavirus. (In pratica “beati monoculi in terra caecorum”!).

A tale scopo, in via tentativa, ci si è orientati, come “indicatore”, sull’Incremento Giornaliero % (rispetto al giorno precedente) del totale dei colpiti dal virus. Questo valore – affinché la pandemia si arresti - deve tendere a zero e raggiungerlo, in modo che la tendenza si inverta e il numero dei colpiti diminuisca. Ma, a seconda della funzione che si sceglie per il trend negli usuali fogli elettronici  (lineare o curvilinea di potenza), questo indicatore ha il “difetto” di tendere a zero asintoticamente (ossia senza raggiungerlo), nel qual caso ci dice che si tratta comunque di un effetto dell’espansione della pandemia che agisce su numeri complessivi sempre più grandi e non della sua riduzione, perché la malattia sebbene con percentuali poco più basse rispetto al giorno precedente continua ad agire e il numero dei contaminati in totale aumenta.

In pratica solo “a consuntivo”, ossia la realtà fattuale, può dare il trend vero che il fenomeno ha seguito per propagarsi.Tutto il resto possono essere solo previsioni.

Tracciando per la parte significativa in Fig. N. 1 un “trend” lineare su base “grafica” (il Signore volesse che fosse così!) si vede che il picco dovrebbe essere prossimo. Ma negli ultimi giorni si nota una certa permanenza a valori bassi (intorno all’8%) piuttosto che una decisa tendenza allo zero, cosa che suggerisce una tendenza asintotica, se questo non viene smentito a breve dai dati provenienti dal campo.
Si è perciò tentato in Fig. N. 2 anche un “trend” attraverso “best fit” curvilineo (funzione di potenza) dei dati relativi al suddetto indicatore percentuale, a partire dal 24 febbraio fino ad oggi, escludendo i dati precedenti (pur disponibili, ma molto bassi e molto variabili nella fase iniziale). Ne emerge una funzione con un discreto R2 = 0,838 (coefficiente di determinazione, che indica che il coefficiente di correlazione R è circa 0,915, cioè abbastanza alto) per poter azzardare un’analisi di trend. Secondo questa ipotesi, però, ammesso che la tendenza trovata  venga seguita nella realtà, e sempre che non insorgano altri focolai di infezione e la curva trovata non subisca forti variazioni migliorative, allora, estrapolando, nel giro di 1 anno ci potremmo ritrovare veramente con oltre 4,5 milioni di “infettati” come i conteggi previsionali, così svolti, suggeriscono?
Non sappiamo, ma è ragionevole pensare che sia già pratica corrente (e su basi meno approssimative), che una costante analisi di trend accompagni il monitoraggio in atto e ogni altro provvedimento di contrasto o mitigativo, per poter valutare la situazione da tutti i punti di vista.

E’ da far rilevare, però, che al momento, poiché i tamponi non sono stati adottati su vasta scala in tutto il territorio, non è dato sapere quale è il vero numero del totale dei colpiti dal virus, se non su base inferenziale dei dati disponibili. Pertanto, una vera analisi di trend non può che essere fatta anche sulla base dei risultati di detti procedimenti inferenziali, se già eseguiti e disponibili.

Infine, una piccola curiosità che induce speranza: la curva tracciata in colore rosso in Fig. N. 1, che rappresenta l'indicatore preso a riferimento in funzione del tempo, sembra suggerire una analogia con i fenomeni ondulatori, con forti oscillazioni e picchi nella fase d'attacco e uno smorzamento (almeno si spera!) tipico di un avvio alla fase finale, salvo smentite dal campo, ma che può essere comunque "fase lunga".
Figura N.1


Figura N.2

Nota : Disponibili i file in Excel per le associazioni che ne facessero richiesta.

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